Sicurezza
«Spalle, ginocchia e caviglie pronte sui cd» Ecco come venivano aggravate le lesioni
Un tecnico informatico avrebbe agito in stretta collaborazione con Papini. I prezzi? Fino a 500 euro per ogni dischetto
livorno
«A me è andata bene tante volte perché io non ce l’ho un gabinetto radiologico. Io faccio tutto… io c’ho tutti i dischetti delle lesioni… il dischetto te lo do io, ce l’ho di cosa ti pare: spalla sinistra, destra, ginocchio, caviglia…». È la conversazione fra il medico legale Francesco Papini, il sessantaduenne al centro dell’inchiesta della procura di Livorno per gli incidenti “gonfiati” e le presunte truffe alle assicurazioni, e una terza persona al momento estranea alle indagini. Il fornitore dei cd manipolati sarebbe il tecnico informatico Claudio Del Grosso, 62 anni, nato a Melito Irpino (in provincia di Avellino, in Campania) e residente a Livorno. Cugino acquisito di Papini, è impiegato in una ditta di componenti automobilistici, la Pierburg Pump Technology Italy di via Orlando, che secondo l’accusa grazie alle sue abilità informatiche e previo pagamento di somme di denaro fino a 500 euro a dischetto, avrebbe falsificato i referti medici inserendo segni di altre lesioni, seguendo naturalmente le indicazioni sia di Papini che della ex moglie, con la quale però il medico legale avrebbe continuato a vivere, Cinzia Allegranti, 58 anni.
Stando a quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo operativo livornese, diretti dal tenente Marco Saccà, Del Grosso avrebbe realizzato cd-rom artefatti in sei occasioni, una delle quali dopo l’incidente in autostrada accaduto al cantautore Enrico Nigiotti. Fra l’altro, è quanto emerge da alcune intercettazioni, lo stesso impiegato avrebbe tentato di realizzare i supporti anche nell’azienda per la quale lavora. Senza però riuscirci. «Ho parlato con il disegnatore che abbiamo qui – dice al telefono alla Allegranti – ma lui mi ha detto che queste cose qui, noi, non siamo in grado di farle perché mancano proprio i programmi che dovrebbero servire per quell’attività...».
Sempre parlando con una terza persona, Papini descriverebbe con dovizia di particolari il presunto ruolo del tecnico informatico: «Non ce l’ho a fa le radiologie. Io c’ho uno che me lo fa, è bravo, serio e onesto. Se gliele porto tre o quattro insieme piglia 150 a coso, se gliene porto uno eh, vuole di più, mi tocca dà 250 ogni dischetto. Però, io ho sentito in giro, ho preso i clienti, ho detto “Boia tientelo no bene”, dice quell’altro, “di più”». In un’altra conversazione – in questo caso fra Papini e una delle avvocate coinvolte nella presunta associazione per delinquere, la livornese Serena Cantini – il medico legale precisa che il dischetto io l’ho pagato 500. Non è che me l’hanno fatto gratis, eh no, per farti capì...».
Il compito di Del Grosso, insomma, sarebbe quello di contraffare i cd-rom con le lesioni riportate dagli accertamenti diagnostici, ovviamente secondo l’accusa aggravandole per aumentare i punti di invalidità persi e quindi aumentando i possibili rimborsi. Un esempio è l’incidente in cui viene coinvolta una delle indagate, l’angolana di 73 anni Helena Gongo Muginga, in cui Papini gli raccomanda: «Un ginocchio semplice, quello lì che c’è sempre...».
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