Sicurezza
Si tuffano nel mare agitato, salvati in extremis due bambini
Marina di Carrara, i piccoli di 7 e 11 anni si sono buttati giovedì sera 18 giugno: sono stati tempestivi i soccorsi. I due erano nel tratto di spiaggia del Bau beach, alla Fossa Maestra. «Qui non c’è mai sorveglianza»
CARRARA. Tra quelle onde si vedevano a fatica ed è per questo che chi c'era descrive come attimi di grande paura quelli di giovedì scorso sul litorale di Marina di Carrara.
Davide, uno dei protagonisti della vicenda, non usa mezzi termini: «Un mezzo miracolo, quei due bambini potevano rischiare moltissimo».
Davide Profeti ha 43 anni, da 7 fa il bagnino e anche quest'anno è alla torretta numero uno della Cooperativa Alto Tirreno; tradotto si occupa della vigilanza e del salvataggio nell'area dei bagni a ridosso della spiaggia libera Fossa Maestra: Roby, Lido Leda e Principe. 9-19, l'orario da regolamento.
Mancano pochi minuti alle 19 di giovedì sera 18 giugno quando dalla “Bau beach” sente delle urla: il vento, il mare mosso, le richieste probabilmente di aiuto in un'altra lingua non aiutano a capire.
Tutto succede in pochi attimi. In lontananza dove gli scogli Davide scorge però un ragazzo con una maglia bianca che si tuffa («ha fatto veramente un grande gesto», ci dice). È in quel momento che capisce che c'è bisogno di aiuto. Due bambini, a causa della corrente, stanno rischiando di affogare. «
Abbiamo sentito prima le urla, non si capiva bene, vuoi per la lingua straniera, vuoi per il mare molto mosso, tendente all'agitato, con il vento. C'erano due bambini di 7 e 11 anni di fronte alla spiaggia “Bau beach”, con la madre che urlava dalla riva.
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Il primo soccorso è stato dato da un ragazzo, Alessandro Marchi, che era lì per caso, a correre. Si è tuffato e si è anche ferito con gli scogli. Aveva la maglia bianca che ci ha facilitato nel vederlo, tra le onde era difficile intravedere da qui», ci racconta Davide che continua: «Siamo subito partiti per dargli una mano: io, la mia collega Francesca Delle Mura che fa vigilanza qui vicino e anche lo spiaggista del bagno Principe Pierpaolo Poggi».
Succede tutto in pochi minuti e in questi casi ogni secondo è prezioso. Davide lo sa bene. Le manovre e le operazioni non sono però semplici perché la corrente e le onde non agevolano il lavoro. «Io mi sono precipitato sul bambino più grande, facevano fatica, avevano bevuto entrambi; poi una volta portati a riva erano coscienti e fortunatamente l'arrivo dell'ambulanza – chiamata dallo stabilimento Lido Leda – è stato immediato, prestando soccorso ai due bambini. La madre ovviamente era ancora molto spaventata».
L'epilogo, va avanti il bagnino, alla fine è di quelli a lieto fine. Ma c'è di più.
«Se ci fosse stata la sorveglianza a quella spiaggia non sarebbe successo. Sarebbero stati fermati prima di entrare in acqua viste le condizioni del mare – riflette sempre il bagnino nativo di Luni –. Al “Bau beach” vanno tante persone; da qui noi però non riusciamo a vedere bene cosa succede in acqua di fronte a quella spiaggia a causa degli scogli. È una spiaggia libera dimenticata e dal 30 maggio praticamente il mare continua a essere mosso, con gente in acqua...», fa notare Profeti che conclude: «Non è il primo salvataggio, ovviamente, però è stata una scena molto forte, pericolosa, visto il rischio che correvano i due bambini».
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