La manifestazione
«Ma il mare adesso è riservato solo a chi paga l’ombrellone?»
massa
«Il 23 aprile, in piena emergenza Covid, la Conferenza delle Regioni si preoccupava della sorte 2020 degli stabilimenti balneari italiani, chiedendo esplicitamente al Governo una serie di garanzie e tutele nei confronti dei suddetti (tra cui: sospensione del canone demaniale marittimo per la stagione in corso, estensione di 15 anni della concessione demaniale ed esclusione in toto dalla direttiva Bolkestein); per quel che concerne i tratti di spiaggia lasciati liberi da concessioni, la Conferenza auspica molto vagamente che il governo ausili i Comuni nella gestione delle stesse - comincia così la nota del gruppo “In 500 sulla battigia” - Solo il 22 di maggio si riparla di spiagge libere in Regione Toscana, ma, ancora una volta, solo in funzione della tutela dei balneari, ossia per renderle da essi gestibili. E le esigenze dei cittadini? Il diritto della collettività di poter usufruire di un bene pubblico? Di quello non se ne parla? Evidentemente no, perchè ad oggi anche l'amministrazione comunale rimane silente sul problema, "ci riuniremo sul tema" ci fa sapere l'assessore al Turismo».
« intanto, mentre assistiamo a teatrini desolanti di occupazioni di spiagge pubbliche repentinamente ritirati, scambi di responsabilità, dichiarazioni di “proposte di allargamento” da parte dell’amministrazione, ad oggi, viene impedito l’accesso alle spiagge libere - prosegue la nota - Il tutto sulla pelle di quei cittadini che hanno perso il lavoro, che sono in cassa integrazione, che sono precari o hanno visto ridursi drasticamente l'orario di lavoro, e quindi lo stipendio, e che non si possono permettere di affittare ombrelloni. Ad oggi a queste persone e a quelle che per scelta personale rivendicano semplicemente il diritto di sdraiarsi su una spiaggia pubblica, a tutti questi, viene negata la possibilità di essere cittadini, di essere soggetti con diritti. Il risultato è che la collettività tutta, per poter usufruire di un bene collettivo, deve pagare. Ad oggi molti bambini che, più di tutti hanno sofferto questa condizione anomala, grave e altamente limitante, ad oggi vanno al mare in base al reddito. I cittadini vanno al mare in base al reddito. No. Questo non è possibile - si chiude la nota - Noi chiediamo all'amministrazione comunale un risposta, perché quelle spiagge libere sono di suo possesso e deve decidere se vale di più il profitto di qualche balneare o i diritti della collettività tutta».
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