Sicurezza
Rabbia lavoratori del Cup, scattano tre giorni di sciopero
I 108 dipendenti delle sedi di Massa-Carrara hanno votato all’unanimità Protesta unitaria, la Uil: «Non hanno certezze, sono abbandonati»
Massa-Carrara
Tre giorni di sciopero dei lavoratori dei Cup di Massa-Carrara: tre giorni di disagi, che saranno pesantissimi sia per la cittadinanza, che per l'azienda sanitaria, a cui adesso toccherà fare i conti, sul serio, con il caso Cooplat, la società che ha preso in appalto l'intero servizio provinciale, ma che il suo stesso cda ha messo in liquidazione coatta. Ma andiamo con ordine: lo sciopero dei 108 lavoratori del Cup, proclamato da Cgil Filcams, Cisl Fp e Uil Trasporti, che partirà da lunedì 22 giugno fino a mercoledì 24, arriva dopo settimane di agitazione del personale, fortemente stressato, privo di certezze, “abbandonato” dall'azienda che “da sempre li considera lavoratori di serie B”, come spiega Angelo Lieti della Uil Trasporti; lo sciopero è stato votato all'unanimità dall'assemblea dei lavoratori, che quindi incroceranno le braccia per tre giorni consecutivi. Le motivazioni dello sciopero riguardano il cambio dell'appalto del servizio Cup che, dopo la gara Estar, vinta dal Consorzio Cns, è stato affidato interamente alla cooperativa nazionale Cooplat, oltre 2500 dipendenti, sparsi in tutta Italia e che a Massa-Carrara gestisce già numerosi appalti, come le pulizie sugli autobus del trasporto pubblico locale e nei supermercati Coop. Cooplat aveva già un piede nei Cup apuani, gestendo parte del servizio assieme ad altre due società, Rekeep e Televita. A saltare, però, dopo il passaggio di consegne (l'intero servizio dei Cup oggi è affidato solo a Cooplat) è stato proprio il tavolo della trattativa regionale con i sindacati, non riuscendo le sigle a garantire tutte le tutele richieste per i lavoratori, dal numero di ore, alle condizioni economiche, fino al mantenimento degli stessi posti di lavoro. Legata alla questione del cambio dell'appalto, c'è anche la vicenda personale della Cooplat, il cui cda, lunedì scorso, ha votato la messa in liquidazione coatta dell'azienda. La vicenda era stata portata alla luce dalla Uil Trasporti, tramite il segretario provinciale Rolando Bellè e il rappresentante di settore, Angelo Lieti: “Il futuro di centinaia di lavoratori apuani è a rischio- spiega Lieti- grazie all'ennesimo paradosso del sistema delle cooperative e al disastro della gestione degli appalti pubblici. L'80 per cento dei lavoratori apuani dei Cup, appartengono alle due società sane, che dovrebbero passare dentro un'unica società malata, la Cooplat. Una follia”. La stessa Uil aveva evidenziato il problema dei conti in rosso, parlando di una azienda che aveva tentato, già a fine 2019, di avviare una procedura di salvataggio, per trasformarsi in società per azioni, ricapitalizzando, chiedendo soldi ai lavoratori tramite ferie, permessi, quote sociali e Tfr. Tentativo naufragato due volte, anche a causa dell'emergenza Covid19. E dunque sarà sciopero: i lavoratori del Cup sono stati ricevuti e ascoltati anche dall'assessore comunale di Massa Veronica Ravagli.
Manuela D’Angelo
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