Il Tirreno

MARINA

Perché spiagge aperte e parchi gioco chiusi? I genitori protestano

i.r.

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carrara

“Perché il parco Puccinelli (in foto) e quello di villa Ceci sono ancora chiusi?” È la domanda che i genitori dei bambini dell’asilo Giampaoli rivolgono all’amministrazione, chiedendo un incontro entro fine mese.

Scrivono mamme e papà al sindaci: «I genitori, preso atto che la Regione e il governo hanno dato il via alla libera circolazione dei cittadini, riducendo le misure di limitazione personale dal giorno 3 giugno, e successivamente con il Dpcm del 11 giugno si autorizzava in tutto il territorio nazionale l'apertura di parchi, ville e giardini pubblici, chiedono chiarimenti immediati sulla situazione di chiusura del parco di Villa Ceci e del parco Puccinelli». I genitori sottolineano poi le difficoltà patite dai più piccoli in quarantena: “I bambini hanno dovuto patire tre mesi di restrizioni e adesso, per colpa di chi non ha il coraggio di prendersi responsabilità derivanti dal proprio mandato, sono ancora costretti ad aspettare per poter usufruire dei giochi pubblici pagati con le tasse dei loro genitori. In secondo luogo, qual è la differenza tra un parco pubblico e una spiaggia pubblica?”

I firmatari della lettera chiedono un incontro col sindaco entro la fine del mese, “per capire come questa amministrazione intenda programmare la riapertura delle scuole, se sono stati individuati spazi alternativi per ovviare al problema delle classi "pollaio". Oltretutto nella nostra provincia sono state tagliate numerose cattedre che complicheranno ulteriormente questa difficile situazione. In qualità di cittadini e di genitori siamo molto preoccupati per il disinteresse mostrato nei confronti della fascia piu debole, quella che non ha voce. Un'amministrazione responsabile non dovrebbe aspettare di essere convocata dai cittadini, bensì farsi promotrice di incontri di delucidazione sul percorso di avvicinamento e ripartertenza, al fine di informare e tranquillizzare la popolazione già provata da una situazione al limite. Anche se non c’è già un progetto in atto, è questo il tempo di organizzare incontri con genitori e professionisti del settore per trovare insieme, come in una vera democrazia collaborativa locale, un risultato confortante».

La speranza di questi genitori è quella di ricevere presto una risposta concreta dal sindaco: «Ci auguriamo di non doverci rivolgere ad altri organi amministrativi nell'eventualita non avessimo risposte celeri e adeguate alla gravita della situazione». —i.r.

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