Gioco
Massa piange Mauro Fiori, l’insegnante nell’animo
Sconfitto da una malattia che gli aveva tolto la mobilità, si è spento a 73 anni. Storico prof della Don Milani, è stato assessore a sociale e cultura con Volpi
MASSA.Era un uomo incapace di provar rabbia. Non un atteggiamento il suo, non una posa, ma una scelta, quella di guardare sempre alla conciliazione, alle infinite possibilità di comunicazione.
Mauro Fiori sapeva sorridere, sapeva accogliere. Per carattere, per formazione e cultura. Lui che, professore di lettere, della cultura e della formazione aveva fatto la sua vita. E adesso il suo grande dolore era non poter più stringere un libro tra le mani, non riuscire a leggere, non poter parlare, raccontare. Gli era rimasto l’ascolto: una terribile malattia lo aveva privato del controllo del corpo, dei muscoli. Fino a portarselo via, ieri, nel tardo pomeriggio, a 73 anni. Via dalla moglie Stefania, dal figlio Alessandro, dagli amici più cari, dai tanti colleghi ed ex alunni.
Mauro Fiori era, ed è rimasto anche quando Alessandro Volpi lo ha scelto come assessore, un insegnante. Uno di quelli che trovano nell’insegnamento una vocazione civile: professore di Lettere alla scuola media Don Milani, quella scuola l’ha sentita come una casa e ha contribuito a fondarla e a farla diventare la scuola che è oggi. Fucina di idee, promotore di progetti, sostenitore dell’introduzione dei corsi musicali e di teatro, ha affiancato e seguito i suoi ragazzi, soprattutto quelli per cui la vita era più dura, consapevole che l’insegnamento e la scuola fossero strumento vero di democrazia ed uguaglianza sociale. Mai cattedrattico, era un grandissimo appassionato proprio di musica e teatro e divoratore di libri. Uno dei suoi grandi rammarici fu proprio la chiusura del teatro Guglielmi.
Nel 2013 Mauro Fiori accettò la proposta di Alessandro Volpi: diventò assessore alla cultura e al sociale. Presto ha rinunciato ad orari e giorni di ricevimento, per aprire le porte a chiunque volesse parlare con lui o avesse bisogno di aiuto. Mai istituzionale, è rimasto insegnante anche quando è diventato lui stesso istituzione e uomo politico.
Proprio alla fine del mandato nella giunta Volpi, sono arrivati i primi segni della malattia che si sono acutizzati con il passare del tempo. Nei mesi scorsi il peggioramento: un nuovo ricovero, le difficoltà a respirare e la necessità di essere tracheotomizzato. Vicino a lui la sua famiglia e gli amici di una vita. Ad ottobre l’ultimo incontro con tutti gli ex assessori della giunta Volpi, poi per lui è iniziato il periodo più difficile. Ieri se n’è andato.
L’ex sindaco Alessandro Volpi, commosso, ricorda il ruolo che Mauro Fiori ha avuto nella giunta:«Per me Mauro è stato fondamentale. Lo è stata la sua naturale capacità di trasmettere, di entrare in comunicazione con gli altri. Mauro era un insegnante e viveva l’insegnamento come una vocazione civile, come lo strumento per realizzare condizioni di effettiva democrazia e uguaglianza sociale. Uomo di grandissima cultura, era un eccezionale conoscitore della musica e del teatro, mai ostentato, aveva un incredibile bagaglio culturale. Con gli occhi e la vocazione dell’insegnante guardava anche ai problemi del sociale. Per tante scelte Mauro è stato decisivo. A lui ero legatissimo». —
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