Gioco
Il “regista” dei raggiri tra parolacce, soldi e arte «Se guardano tutto mi mandano alle Sughere»
Francesco Papini, 62 anni, è il medico considerato l’organizzatore dell’associazione. A un amico diceva: «Se mi rompono vado in Corsica...»
il ritratto
Federico Lazzotti
«Ce l’abbiamo tutti, dé vedrai. Io più di tutti...Se vanno a vederli tutti, a me mi schioccano alle Sughere».
Francesco Papini, 62 anni, professione medico legale, lo scorso 13 settembre, molto probabilmente, voleva fare una delle sue battute parlando della possibilità che le compagnie assicurative andassero a frugare anche nella vecchie pratiche.
Invece quella risata intercettata dagli investigatori nel suo studio, sugli scali del Corso, mentre è in compagnia di Serena Cantini, l’avvocata che curava la maggior parte dei suoi affari, si è trasformata in realtà all’alba di ieri mattina quando i carabinieri l’hanno accompagnato in carcere prima che potesse scappare all’estero.
Un rischio che era emerso il 9 gennaio scorso in una intercettazione mentre il medico parlava col suo commercialista: «Io infatti ho pensato anche di levarmi dai coglioni». E aggiungendo: «Ho pensato di andarmene in Corsica oppure in Inghilterra». Invece adesso dovrà rispondere delle accuse pesantissime che si leggono nell’ordinanza di custodia cautelare nella quale viene descritto come il regista di uno dei raggiri più ramificati degli ultimi anni in città che si allargava a mezza Toscana, capace di intascare in un anno mezzo quasi 700 mila euro.
A pesare è anche il suo passato opaco per reati simili e un presente tra amanti di cui si vanta nelle intercettazioni finite agli atti: «Io ce l’ho conservati dove vado a trombà», dice riferendosi alle pratiche fraudolente, prepotenze con i collaboratori e opere d’arte.
Tanto che il giudice sintetizza l’inchiesta ribattezzandola come “Il metodo Papini”. Un sistema ricostruito in cinque punti all’inizio dell’ordinanza: 1. Far apparire sensibilmente più gravi le lesioni riportate dai propri pazienti fornendo loro chiare indicazioni su come simulare durante la visita del medico dell’assicurazione. 2. Falsificare le risultanze degli esami radiodiagnostici. 3. Produrre referti falsi, acquisiti mediante la collaborazione di personale medico o infermieristico prezzolato in servizio presso strutture sanitarie pubbliche. 4. Avvicinare direttamente o tramite gli altri associati i medici legali fiduciari delle varie compagnie assicurative, versando sovente loro un compenso a fronte di perizie compiacenti. 5. Far risultare false terapie riabilitative e i connessi costi.
Un metodo che lo stesso Papini spiega chiaramente a un cliente mentre viene intercettato nel suo studio sugli scali del Corso. «Allora, noi si riscuote venti (mila euro). Ti dico un classico: due e mezzo li piglia il medico, due e mezzo sono di spese e siamo a quindici. Otto li pigli te, sette li piglio io...».
Secondo gli investigatori, un ruolo fondamentale in tutto il sistema lo avrebbe avuto la moglie, Cinzia Allegranti, 58 anni, dalla quale il professionista risulta separato dal 2004 ma con cui – a leggere le carte – tutt’ora abitava. «Collabora – scrive il giudice – con il marito nella simulazione dei sinistri, dei referti medici e soprattutto di accompagnare i clienti a ritirare il premio dell’assicurazione che poi gira sui conti correnti che di volta in vola apre alla filiale della banca».
Eppure, nonostante le opere d’arte sequestrate a casa, lo studio, le proprietà dagli accertamenti della guardia di finanza Papini risulta essere in debito con l’Erario per una cifra che sfiora i due milioni di euro. È lo stesso medico, esaminando la sua posizione debitoria con il Fisco, a raccontare una serie di furberie compiute negli anni precedenti per eludere i controlli. «Ho fatto la donazione della casa dei miei genitori già da due anni mezzo, ho passato alle mi figliole, sicché se potevano puppa, me l’avevano già puppata... i quadri, opere d’arte e sculture, io ho fatto ..la mì moglie sono separato per legge dal 2004 e lei si è accorta che dichiaravo meno, sicché m’ha chiesto dei soldi che io non ho e le ho passato la proprietà con sentenza del Tribunale. E quadri, opere d’arte non me le fregano. E la villa ( a Montenero ndr ) è intestata alla mi’ moglie, l’appartamento ai miei genitori sicché io in testa non c’ho un caz.... Il conto corrente mio è a -20 quell’altro è a pari». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
