Il Tirreno

il caso 

Lavarone, il Consorzio: «Evitiamo facili scaricabarile»

Lavarone, il Consorzio: «Evitiamo facili scaricabarile»

L’ente di bonifica scrive al Comune di Massa: il materiale sulle spiagge non è prodotto dalla nostra manutenzione, ma dai fiumi in piena

2 MINUTI DI LETTURA





Massa

Sul caso lavarone, il Consorzio di Bonifica si dice pronto ad intensificare la collaborazione. «Ma - puntualizza - la sinergia sia nella verità, il materiale accumulato sulle spiagge non è prodotto dalla nostra manutenzione. Sono i fiumi in piena di questi giorni che hanno portato ingenti quantità di materiale sulle spiagge». E ancora: «Seppur sia evidente la totale estraneità del Consorzio alla specifica problematica, teniamo a ribadire che il nostro Ente è sempre disponibile alla collaborazione e alla messa in campo di sinergie per il comune fine di gestire, vivere, operare in un territorio sicuro e bello. Una collaborazione che richiede, però, una chiarezza preliminare in merito a presunte e non fondate responsabilità attribuite all’Ente consortile per la questione della formazione del “lavarone”, senza la quale ogni collaborazione finirebbe per esserne inficiata».

Queste frasi erano contenute nella lettera che, già lo scorso 25 maggio, il Consorzio 1 Toscana Nord ha inviato all’attenzione dell’Amministrazione comunale di Massa. E che adesso, dopo le ultime dichiarazioni del vicesindaco, l’Ente consortile rende noto. «Il Consorzio non ha alcuna responsabilità nella formazione del “lavarone”, quanto ritrovato sulle spiagge non è affatto riconducibile alla nostra attività di manutenzione – ribadisce l’Ente consortile, nella sua missiva – E’ storicamente assodato che la formazione di tale materiale sulle spiagge è da sempre avvenuta, ben prima della nascita del Consorzi di Bonifica, in quanto fatto naturale; e, a conferma di ciò, anche quest’anno, come tutti gli anni, ben prima dell’inizio delle attività di manutenzione del Consorzio, erano già presenti sul litorale quantità enormi di “lavarone”, che non potevano quindi essere certo attribuite alla nostra attività manutentiva. E anche lo studio scientifico, che abbiamo commissionato nel 2019 e che è stato integrato quest’anno, per verificare proprio l’origine del lavarone, dimostra la nostra estraneità».

E ancora: «Dobbiamo renderci conto che evitare le strumentali polemiche, rappresenta il primo passo per strutturare soluzioni condivise. Il Consorzio, ad esempio, ha già fornito la sua piena disponibilità a lavorare alle ipotesi di costruzione di impianti per produrre compost dal lavarone. Quindi la nostra proposta è: evitiamo per favore i facili scaricabarili; avviamo invece una collaborazione seria ed oggettiva».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa