Il dolore
Spiagge libere piene di legna. E nessuno pulisce
Da Ponente a Levante la situazione è uguale: cumuli abbandonati. Il vicesindaco: «Intervenga il Consorzio bonifica»
massa
Spiagge libere utilizzate per depositare il lavarone. Dal lungomare di Levante a quello di Ponente, la situazione sembra essere la solita: negli angoli delle spiagge libere, attrezzate o meno che siano, si trovano grandi cumuli di sporcizia varia e di lavarone. Materiali che occupano una buona parte degli arenili liberi e che al momento non si sa bene quando verranno rimossi. Succede alla spiaggia libera Beretta dei Ronchi e a quella che si trova tra il bagno Isa e il bagno Monia, a Poveromo.
Anche la spiaggia che si trova davanti all'ex colonia Motta appare in forte degrado e completamente inutilizzabile invece è la spiaggia libera che si trova accanto a Casa Faci e in prossimità della scuola alberghiero, interamente ricoperta da lavarone e rifiuti. Ma lo stesso vale per altre spiagge come quella a lato del Baracchino Rosso, invasa dai rifiuti che sono stati "confinati" con del nastro bianco e rosso.
ùInsomma andare alla spiaggia libera quest'anno sembra un'impresa. E, comunque, da ordinanza comunale al momento i tratti di arenile liberi risulterebbero ancora inaccessibili se non per le attività motorie. Peccato che i turisti non lo sappiano e tra di loro c'è chi si fa largo tra i rifiuti.
«È un problema», conferma il vicesindaco e assessore al turismo, Andrea Cella. «Mi occupo di turismo ma qua non si tratta di una questione che riguarda solo i turisti, anche per la cittadinanza è un brutto vedere. Purtroppo con la chiusura totale dovuta al coronavirus la situazione lavarone è peggiorata. Ma a giorni migliorerà con la gestione dei tratti di spiaggia libera da parte degli addetti. Stiamo cercando di definire quello che avevamo ipotizzato: un accordo con gli stabilimenti vicini per la gestione di questi spazi; un accordo per chi vuole offrire il proprio aiuto per il mantenimento delle spiagge libere. Resta il fatto che di lavarone dovrebbe arrivarne meno. E di questo intendiamo discuterne con il Consorzio di bonifica».
Il lavarone, al momento, non rientra tra le competenze dell'ente di bonifica, che si occupa di sicurezza idraulica. Ma i corsi d'acqua, sostiene l'assessore, se mantenuti meglio potrebbero limitare la quantità di materiali che arrivano in spiaggia.
«Non è loro competenza però bisogna capire nello specifico la natura di ciò che arriva in spiaggia. Mi sembra strano che questa roba arrivi dal nulla. Sono propenso ad attivare una collaborazione con loro per il recupero dei materiali che si trovano anche lungo i cigli dei fiumi».
E su un eventuale ruolo di Asmiu nella rimozione dei rifiuti, il vicesindaco frena: «Asmiu potrebbe recuperare il materiale ma ci sono dei costi da vedere. Sarebbe meglio che quel materiale lì non arrivasse proprio sulla spiaggia. Non si potrà eliminare del tutto, ma ridurlo sì». —
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