Toscana
«Nel coraggio della senatrice lo spirito delle partigiane»
carrara
«Una carrarese per indole e spirito». Lo dice il presidente del consiglio comunale Michele Palma, lo ribadisce il sindaco; perché più del documento ufficiale, parlano lo spirito, le parole, la storia e la cultura. «Per aver fatto del dolore del suo vissuto e dei suoi ricordi uno strumento di forte valenza etica e sociale insegnando alle nuove generazioni di essere ogni giorno in grado di fare la scelta: quella della non indifferenza», recita la motivazione del conferimento, quello della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, votato all'unanimità nel consiglio solenne, con le autorità civili e militari, tra mascherine, distanziamento e la diretta streaming perché le disposizioni anti-contagio rendono la seduta off-limits al pubblico.
«L’anno scorso abbiamo celebrato la ricorrenza con una vera festa, ricorderete l’alta benemerenza civica a Francesco Gabbani; quest’anno considerati anche i tempi che corrono che non ci consentono una adunanza con presenza di pubblico, toccheremo una tema molto più complesso», apre Palma che riflette: «A noi oggi appare scontato poter parlare di certi argomenti, ma non lo è. Prima di tutto perché non sempre nella storia della nostra civiltà ci si è potuti esprimere liberamente. In secondo luogo perché non sempre i protagonisti si sono sentiti sufficientemente liberi e tutelati nel farlo. L’antisemitismo e il razzismo in generale, lasciano chi lo subisce in uno stato tale che molte volte non trova la forza o il coraggio per parlarne. Ancora oggi ci sono famiglie in cui vige un accordo più o meno tacito di non esporsi su questi temi. Questo accade a 75 anni dalla caduta del nazifascismo.
E se questo a prima vista ci può apparire strano, è solo perché siamo abituati all’esempio straordinario di donne come la senatrice Segre, che del testimoniare al mondo quello che accadde allora, ne hanno fatto una missione di vita. In questo straordinario coraggio rivedo quello delle donne carraresi del luglio 1944. Oggi la senatrice Segre diventerà concittadina di quelle donne e di tutti noi», conclude. —l.b.
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