Il Tirreno

la vertenza 

Arcelor paga 6 milioni Ossigeno per la Sanac cassa integrazione soft

Arcelor paga 6 milioni Ossigeno per la Sanac cassa integrazione soft

Mittal copre una parte del suo debito ed evita l’esplosione della crisi nello stabilimento massese. Ma restano tutte le incognite sull’ex Ilva 

3 MINUTI DI LETTURA





massa

Timidi segnali positivi per a vertenza Sanac . Ad annunciare le ultime notizie che riguardano lo stabilimento di Massa e tutto il gruppo industriale, con 4 poli produttivi legati ormai da tempo alle vicende dell’ex Ilva di Taranto, è il segretario della Uiltec nord Toscana, Massimo Graziani. «Arcelor Mittal ha iniziato a pagare parte del maxi credito vantato da Sanac e che ammontava a circa 20 milioni di euro» esordisce Graziani, tirando un sospiro di sollievo anche a nome dei lavoratori e prosegue: «Abbiamo appena finito le assemblee con il personale. Quindi per fortuna Arcelor ha pagato circa 6 milioni di euro e questo permetterà di poter proseguire almeno fino a fine agosto con i programmi e le lavorazioni in corso: senza queste risorse probabilmente la situazione sarebbe precipitata».

Tuttavia i problemi restano: «Gli ordini che ha Sanac arrivano dai mesi scorsi, quasi interamente dall’ex Ilva e quindi non sono tali da richiedere la piena occupazione degli stabilimenti – sottolinea il segretario Uiltec -. Quindi abbiamo concordato con l’azienda un sistema di cassa integrazione che interesserà in maniera omogenea tutti i dipendenti, a gruppi, senza alcuna distinzione, con delle chiusure totali concentrate prevalentemente nel venerdì. Per un reparto anche alcuni giovedì e si tratta di quelli agganciati alle aree più ‘scariche’, ossia Rem2 e Rec».

Nel dettaglio, la chiusura totale del reparto Rem1, è prevista il 19 e 26 giugno, poi il 3, 10, 17, 24 e 31 luglio. Per i reparti Rem2 e Rec il 19, 25 e 26 giugno, il 3, 9, 10, 17, 23, 24 e 31 luglio. I servizi di reparto seguiranno la turnazione della produzione. Gli addetti alla manutenzione che lavorano sul primo turno lavoreranno anche il venerdì. La palazzina uffici sarà chiusa tutti i venerdì come il reparto Rem1. La fermata completa dello stabilimento, quella stagionale, è programmata dal 3 al 23 agosto. «Con la chiusura di interi reparti andiamo a superare perlomeno le problematiche sulle rotazioni in modo che l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale incida nella maniera più corretta ed equa possibile sui lavoratori – dichiara poi Graziani -. È un accordo che i questo momento almeno va a sanare alcune tensioni che si erano innescate fra la direzione e i sindacati, generando del malcontento in azienda. Un risultato che è arrivato grazie anche alla presa posizione chiara da parte dei lavoratori che, con le azioni di lotta e sul lavoro, hanno dimostrato serietà e professionalità, mantenendo alto il livello di produzione».

Certo, sul futuro restano ancora tutte le incognite legate alla sorte dell’ex Ilva e all’accordo con Arcelor Mittal: «Continueremo a monitorare cosa succede sui tavoli romani – conclude Graziani – perché siamo ovviamente preoccupati per quello che succederà dal primo settembre in poi, visto che l’attuale accordo ci dà respiro fino al 31 agosto. Una data che si può raggiungere grazie anche alla fermata tecnica dell’impianto nelle settimane centrali di agosto. Saranno mesi estremamente importanti per tracciare il futuro dello stabilimento e se non arriveranno risposte le solleciteremo con tutte le forme e i modi che possiamo mettere in campo». —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa