Sicurezza
«Carrara è antifascista, non offendiamo la storia»
Un gruppo di tifosi carraresi fa sentire la propria voce: sono offensivi i gesti “nostalgici” dell’autore della marcetta su Roma
Nicola Morosini / carrara
Lettera aperta su Facebook da parte di un gruppo di tifosi della Carrarese ma in primis cittadini di Carrara, medaglia d'oro alla Resistenza che la scorsa settimana avevano "visitato" il locale di Nicola Franzoni per uno "scambio" di opinioni peraltro rimasto nei margini della regolarità dotto l'occhio vigile delle forze dell'Ordine chiamate dallo stesso Franzoni. Questo il testo.
«Oltre che tifosi siamo cittadini della Città di Carrara, che ha una memoria storica non indifferente: Carrara a fine Ottocento aveva un fortissimo movimento operaio che era all’avanguardia in europa per conquiste sociali. Nel 1913, quando dalle altre parti lavoravano minimo 12 ore, a Carrara i cavatori ottengono un contratto da ore sei e mezza , grazie all’impegno di Alberto Meschi, capo del sindacalismo anarchico. L’avvento del fascismo è cruento. Lo squadrismo a Carrara fa quasi 100 vittime e decine nei dintorni - continua la lettera - L’opposizione della popolazione è fortissima. Vedi la lapide vicino la fontana della sirena dove i fascisti hanno ucciso Renato Lazzeri e la mamma».
«A Carrara nel 1932 c’è uno sciopero dei cavatori e marmisti che dura una settimana. Botte ai lavoratori, ma il sentimento antifascista cresce - prosegue la lettera apera su Facebook - Da Carrara sono andati al confino e nelle galere di Mussolini piú di 105 tra donne e Uomini. Questa è la città di Gino Lucetti che nel 1926 fece un’attentato alla vita di Mussolini. Carrara è tra le tre città in Italia che si opposero, con le armi, alla conquista dei nazisti. Sulla Foce ci fu una battaglia tra civili e nazisti. Fascisti e nazisti hanno fatto in città omicidi e stragi. Vale per tutte il massacro di donne e bambini a Bergiola foscalina il 16 settembre 1944 Il Memo, leggendario capo dei partigiani è stato giocatore della carraese e poi tifoso. I tifosi della Carrarese sono sempre stati antifascisti. Proprio allo stadio, sotto il fascismo, si sono organizzate le prime cellule antifasciste clandestine».
«I giocatori carrarini che vincono le olimpiadi con la nazionale di calcio a Berlino, nel 1936, non alzano la mano e non fanno il saluto fascista. Questa è storia - si conclude la lettera dei tifosi - È offensivo il fatto che un personaggio reso celebre da una fallimentare "Marcetta su Roma", che compie gesti "nostalgici" che espone impunemente su Facebook, sia associato alla Nostra Città e si permetta di chiamare in causa quest'ultima e i suoi abitanti su alcune ridicole dirette online».
« È una vergogna per Carrara e la sua storia - si sottolinea nella lettera aperta dei tifosi - Carrara è ancora Antifascista !»
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