Attenzione
Il sindacato chiede verifiche sulla sicurezza del cantiere
aulla
«Un altro incidente sul lavoro che solo grazie alla fortuna non si è trasformato nell’ennesima tragedia e ancora una volta è successo sulle autostrade, infrastrutture statali in concessione a privati che stanno mostrando negli ultimi anni tutti i limiti di questa gestione. Quanto accaduto giovedì sul viadotto dell’A/15 all’altezza di Stadano, fra La Spezia e la Lunigiana, ci lascia l’amaro in bocca: auguriamo agli operai coinvolti pronta guarigione e speriamo che sia fatta chiarezza il prima possibile sulla vicenda individuando tutte le eventuali responsabilità».
Lo dice il segretario della Uil area nord Toscana, Franco Borghini, che interviene sull’incidente che ha coinvolto tre operai - Luca Paladini 36 anni di Villafranca, Andrea Nanti 29 anni di Fivizzano e Seak Doumbia, 27enne originario della Costa d’Avorio - sul viadotto dell’AutoCisa impegnati in un intervento di manutenzione su un pilastro: due sono precipitati nel fiume Magra da un cestello di una piattaforma ‘by bridge’ a un’altezza di circa 15 metri, che si sarebbe rovesciato per cause ancora da chiarire (forse un blando fissaggio delle ruote dell’autocarro all’asfalto dell’autostrada).
Continua il segretario del sindacato Uil nord Toscana: «La vicenda presenta contorni e profili di estrema gravità: ci risulta che i lavoratori fossero dipendenti di un’azienda in appalto al gestore dell’autostrada (la Gap Gerini di Fivizzano, mentre il mezzo d’opera è di proprietà della Mga di Aulla, ndr). Chiediamo di verificare se siano state rispettate tutte le misure di sicurezza, in particolare la formazione e l'informazione dei lavoratori perché spesso le gare d’appalto vinte al ribasso finiscono per influire proprio sulla gestione dei cantieri e della tutela dei lavoratori». «Gli incidenti sul lavoro - va avanti in conclusione Borghini - rappresentano una ferita sempre aperta e troppi operai perdono la vita ogni anno per il mancato rispetto delle misure di sicurezza. Per questo speriamo che sia fatta una verifica puntuale sul cantiere e sull’incidente che ha coinvolto i tre operai della A/15: è davvero un miracolo che dopo una caduta del genere, da quell’altezza, non abbiano perso la vita». —
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