Toscana
Forno celebra il ricordo dei suoi 68 innocenti
Deposta ai piedi del monumento una corona di fiori Commosso l’omaggio al partigiano Marcello Garosi Tito
massa
Anche quest'anno ai piedi del monumento dedicato all'eccidio di Forno è stata deposta una corona di fiori dalle più alte cariche politiche, civili e militari della provincia di Massa-Carrara. La base della statua ricorda i nomi delle 68 vittime della strage del 13 giugno 1944, quando i nazifascisti, in ritirata, entrarono nel paese, da poco proclamato Repubblica libera di Forno, per compiere una carneficina. La parte superiore raffigura invece i volti di una donna che regge un bambino in lacrime e di due uomini in evidente stato di sofferenza.
Un monumento, quello di via Bassa Tambura, che conserva il ricordo di una delle pagine più dolorose della storia della provincia. A celebrare quella giornata di 76 anni fa ieri mattina c'erano i rappresentanti delle istituzioni; per la Regione Toscana il consigliere Giacomo Bugliani; per la provincia di Massa-Carrara il presidente Gianni Lorenzetti; per il Comune di Massa il sindaco Francesco Persiani e la consigliera Luana Mencarelli.
Alle 9:15 si è tenuto l’omaggio alla lapide dei frati martiri della Certosa di Farneta e la deposizione della corona al monumento ai caduti di Sant’Anna. È seguita, alle 9:45, la celebrazione della messa celebrata dal vescovo della diocesi di Massa-Carrara, Giovanni Santucci. Alle 10:30 nel piazzale della chiesa il sindaco Francesco Persiani ha tenuto un'orazione, cui sono seguiti i saluti delle autorità con gli interventi del presidente della provincia Gianni Lorenzetti e del presidente della sezione Anpi di Massa Oliviero Dino Bigini.
A Forno è stato ricordato anche il partigiano Marcello Garosi, Tito, liberatore della frazione il 9 giugno e morto dietro la parete rocciosa del Pizzo Acuto quel 13 giugno del 1944, insieme alla popolazione che fino all'ultimo ha tentato di difendere. Dopo la sua morte, una formazione di partigiani assunse il suo nome, che è ricordato anche nelle vie che gli sono state intitolate in molte località, tra cui Roma, Prato e Marina di Massa. A Forno la giornata è continuata con una mostra che celebra proprio il comandante della Brigata Aldo Mulargia. Rimandato al prossimo anno, invece, il premio “Pace giustizia libertà democrazia” intitolato al maresciallo Ciro Siciliano, l'uomo che quel 13 giugno 1944, di stanza nella caserma di Forno, tentò inutilmente di salvare i civili della frazione montana dalla rappresaglia nazifascista, finendo anch’egli fucilato sull’argine del Frigido. —
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