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Una copertura provvisoria per il degrado in zona porto

Luca Barbierti
Una copertura provvisoria per il degrado in zona porto

L’annuncio del dirigente Luigi Bosi: a giorni una rete disegnata anti brutture «L’area vecchia rientra nel terzo lotto del waterfront, sarà buttata giù tutta»

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Luca Barbierti / carrara

Quella manciata di immobili nell'area retro-portuale saranno demoliti con il lotto 3 del Waterfront.

I tempi, come spieghiamo più avanti, non saranno molto stretti, per questo – in vista della stagione estiva – lungo le recinzioni saranno installati dei teli con immagini a tema (mare, crociere, per intenderci) nel giro di pochi giorni. Che quelle strutture a lato e all'ingresso della passeggiata del molo a Marina di Carrara non siano il miglior biglietto da visita per turisti (e non) lo sanno bene infatti anche dall'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale.

Ed è lo stesso dirigente dell'ufficio territoriale di Marina di Carrara, Luigi Bosi, che fa il punto su quell'area. «Lo sappiamo, ma l'area vecchia sarà interessata dal lotto 3 del Waterfront e verrà di fatto buttata giù», ci dice il dirigente.

Quando? Le tempistiche si fanno più sfumate: da un lato il terzo lotto, come scriviamo a parte, sarà l'ultimo a partire perché oggetto di osservazioni e incontri ad hoc visto che parliamo di interventi destinati a disegnare completamente la zona; dall'altro l'emergenza sanitaria Covid-19 non ha certamente aiutato nella stretta sui tempi. «Anzi, fino al 15 maggio sono state sospese anche le conferenze dei servizi. Speriamo entro l'anno di avere i progetti esecutivi dei primi due lotti, per poi far partire la gara», dettaglia Bosi; seguirà il lotto 4 e, a distanza di quasi un anno dai primi, il lotto 3. «Però ormai è tutto incardinato, questi lavori si vedranno e si realizzeranno – assicura –. Parliamo di interventi importanti, organici, sono progetti da 35-36 milioni di euro». Fino al via dei cantieri per il terzo lotto del progetto quegli immobili però non potranno essere demoliti e il perché lo spiega direttamente Bosi.

Due i nodi. «Primo, non riusciamo a ristrutturare quell'area come fatto per altre, perché è nel progetto Waterfront. Nelle altre parti del progetto andiamo in molti casi a ristrutturare, riqualificare, nel lotto 3 le buttiamo giù». E inoltre quelle strutture resteranno vuote per non ostacolare iter e tempi in vista dei progetti futuri. Il secondo nodo è invece di tipo «procedurale, sono beni comunque patrimonio dello stato, incamerati dall'agenzia del demanio. La legge ci dice che se buttiamo giù un bene come questo dobbiamo avere prima l'autorizzazione, poi viene chiesto anche che siano ricostruiti in tempi stretti. Al limite potrebbe essere demolito lo stabile dell'ex carrozzeria, essendo pericoloso; quindi i vincoli in questo caso potrebbero decadere, anche se non ci va nessuno», prosegue.

Leggi, procedure, iter e tempistiche, ma anche un grande progetto alle porte con al centro (anche) quell'area. Ecco i motivi per cui quelle strutture non si potranno toccare fino al cantiere del lotto 3 che «ricostruirà davvero l'area in modo diverso». «A giorni però monteremo lungo la recinzione attorno delle reti con dei disegni proprio per questo motivo», rivela e anticipa il dirigente. Insomma, in attesa del progetto, una copertura provvisoria ad hoc per migliorare l'impatto visivo del litorale marinello per l'estate 2020.

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