Autorizzazioni ambientali ok. Il Tar dà ragione alla Costa Rifiuti di Aulla
Un’altra sentenza a favore della ditta di Albiano Magra. I ricorrenti dovranno pagare 5mila euro di spese legali
Aulla. Ennesima vittoria della ditta Costa di fronte al Tribunale Amministrativo Regionale di Firenze. Con una sentenza dello scorso martedì, il Tar di Firenze ha respinto due distinti ricorsi di cittadini albianesi: il primo chiedeva l’annullamento del decreto dirigenziale della Regione Toscana che rilasciava, nel luglio 2019, l’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) a beneficio della ditta Costa. L’altro con cui si chiedeva l’annullamento del decreto dirigenziale della Regione che attestava, nel novembre 2017, che l’impresa Costa Mauro risultava in possesso di atti autorizzativi che disciplinano lo scarico delle acque meteoriche dilavanti di seconda pioggia. Primo firmatario di entrambi i ricorsi respinti è Walter Moretti, storico leader dei No Costa e candidato a sindaco di Aulla nel 2017.
Ora i cittadini ricorrenti, 43 persone nel primo ricorso, 8 nell’altro, dovranno sborsare 5mila euro di spese processuali a favore, rispettivamente, della ditta Costa e della Regione Toscana, essendo stati condannati al pagamento di queste dal collegio toscano del Tar. Comprensibile la soddisfazione di Silvia Costa, figlia del patron Mauro, e che con lui guida l’azienda che tratta rifiuti ad Albiano Magra da quasi 25 anni e che dà lavoro a una cinquantina di persone: «Una vittoria del buonsenso, che ci rende giustizia di un periodo, da quando mi occupo in prima persona dell’azienda, in cui burocrazie, pavidità politiche, intimidazioni e strumentalizzazioni volevano impedire a un’azienda sana e competitiva di operare. Già nel 2018 il Ministero, confortato dall’opinione dei rappresentanti delle parti sociali, aveva richiamato all’ordine gli enti del territorio. Ora non ci sono più dubbi, abbiamo conquistato una prospettiva, il diritto ad avere un futuro che, se sapremo collaborare, diventerà una ricchezza per tutto il territorio».
A Silvia Costa fa eco la rappresentante sindacale interna Linda Donati della Fit-Cisl: «Dopo un percorso lunghissimo, complicato dalla miopia e dal pregiudizio, abbiamo ottenuto il diritto a lavorare per noi, per i nostri figli e per un territorio che di lavoro, specie in questo momento, ha un gran bisogno. Un bel segno. Oggi in Lunigiana si riparte così: da una vittoria della giustizia». L’Aia di cui godrà per 12 anni la ditta Costa è il provvedimento che autorizza l'esercizio di un impianto in cui si svolgono una o più attività disciplinate nel decreto legislativo n.152 del 2006. La norma prevede misure finalizzate ad evitare e/o, comunque, ridurre le emissioni delle attività nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente nel suo complesso. —
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