Il Tirreno

Camion piattaforma si ribalta sull’AutoCisa Salvi per miracolo 3 operai

Luca Signorini
Camion piattaforma si ribalta sull’AutoCisa Salvi per miracolo 3 operai

Il fatto al km 67 in località Stadano: Luca Paladini di Villafranca e Andrea Nanti di Fivizzano hanno riportato fratture varie. Illeso il 27enne Seac Doumbia

3 MINUTI DI LETTURA





Luca Signorini / aulla

Hanno visto la morte in faccia, precipitando nel vuoto da quell’altezza, con sotto il fiume Magra che scorreva lento. Li ha salvati il caso o la Provvidenza, o forse tutti e due.

Il più grave, Luca Paladini, 36 anni di Villafranca, è stato trasportato all’ospedale di Genova da un elicottero Drago dei vigili del fuoco arrivato dal capoluogo ligure e atterrato allo stadio Quartieri di Aulla: per lui un politrauma, con bacino e arti inferiori fratturati. Diverse fratture, ma secondo i sanitari intervenuti sul posto meno preoccupanti di quanto potesse sembrare in un primo momento, per il secondo ferito, Andrea Nanti, 29enne residente a Fivizzano: per il giovane è scattato l’immediato ricovero in codice rosso all’ospedale Sant’Andrea di Spezia. Chi ha visto tutto ed è uscito illeso dalla carambola è Seac Doumbia, 27 anni, originario della Costa d’Avorio.

Paladini, Nanti e Doumbia sono operai della Gap Gerini, azienda con sede in via Provinciale a Fivizzano: ieri mattina stavano lavorando su un camion piattaforma - in gergo “by bridge” - di proprietà di un’altra impresa, la Mga di Aulla (ma sede legale a Milano). Il cantiere in movimento si trovava al chilometro 67 dell’autostrada A/15 Parma-La Spezia, nella corsia di emergenza lato nord in direzione Parma, sul ponte Isola II in località Stadano, nel territorio comunale di Aulla, non lontano in linea d’aria dal ponte crollato di Albiano Magra. Era sul posto per dei lavori di manutenzione e consolidamento dei pilastri che sorreggono il ponte.

Per cause ancora in corso di accertamento - viene escluso comunque il coinvolgimento di altri veicoli in transito sull’AutoCisa - l’autocarro con piattaforma si sarebbe ribaltato, a causa forse di uno sbilanciamento del braccio meccanico sospeso nel vuoto, appoggiandosi con la fiancata destra sul new jersey che delimita il lato del viadotto che attraversa il Magra. Non erano ancora le 10,30.

Paladini e Nanti si trovavano nel cestello che, insieme al braccio alla cui sommità è ancorato, è in sostanza precipitato nel vuoto, un volo improvviso di almeno una ventina di metri. I due lavoratori erano probabilmente imbracati a dovere perché mai sono usciti dal cestello, come sembrava in un primo momento. Se fossero caduti nella boscaglia o sul greto sassoso del fiume forse non se la sarebbero cavata con un politrauma. Sono stati comunque recuperati con il verricello dai vigili del fuoco. Doumbia invece si trovava ancora sulla piattaforma, per altre operazioni. Il 27enne della Costa d’Avorio ha avuto la prontezza di aggrapparsi al braccio meccanico in bilico sulla scarpata: i vigili del fuoco - intervenuti con una squadra dal distaccamento di Aulla, una da Carrara, una squadra Saf, forniti di autoscala e autogru - sono riusciti a recuperarlo portandolo in salvo, l’uomo non ha neppure avuto bisogno delle cure mediche. Per lui solo tanto spavento per il pericolo scampato e qualche graffio. C’era anche un quarto operaio a lavoro in quel punto dell’A/15: quando il mezzo della Mga si è ribaltato, si trovava nell’abitacolo al posto di guida. È tornato in strada con le sue gambe avvertendo i soccorsi, e ha assistito alle operazioni di recupero dei suoi colleghi finiti giù dal viadotto, ma per fortuna non in pericolo di vita. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini