Sicurezza
Prigionieri delle bancarelle del mercato Le difficili domeniche di via Genova
Da anni i residenti chiedono lo spostamento di una parte degli ambulanti per poter entrare e uscire liberamente da casa
carrara
Comincia presto la giornata da prigionieri degli abitanti di via Genova: alle 7 tutti svegli – e pazienza se è festa e si poteva dormire di più – per i rumori dei furgoni degli ambulanti, delle tende che si aprono, degli effluvi (è un eufemismo) del banco del pollo arrosto. E finisce tardi: dopo le 20 quando anche l’ultimo banco se ne è andato, lasciando strade e aiuole cosparse di plastiche e cartacce, e cumuli di rifiuti che soltanto la mattina del lunedì saranno portati via dagli addetti di Amia-Nausicaa. In mezzo, una domenica di “prigionia” per un pezzo di Marina, circondato dalle bancarelle che limitano l’accesso ai loro appartamenti.
Sono, in particolare, gli abitanti di via Genova a subire questa specie di lockdown settimanale, che entra in vigore implacabile ogni domenica dalle 7 alle 20 da fine maggio a fine settembre. Una decina di famiglie, alcune composte da persone anziane, una con una persona gravemente disabile, che ogni domenica d’estate non possono usare la loro auto, che devono parcheggiare minimo 100-200 metri più lontano, fuori dal perimetro del mercato.
Un problema di sicurezza, prima di tutto: e se c’è un’urgenza, se c’è bisogno di prendere l’auto di fretta, se il disabile o l’anziano devono andare da qualche parte? Si arrangino. E in effetti gli abitanti di via Genova si arrangiano da anni, subiscono e mugugnano. Più volte hanno fatto arrivare, la loro voce all’amministrazione civica Comune. Chiedendo di liberare il loro palazzo. Come? Spostando i banchi di via Genova nel tratto fra via Volpi e il palazzo (ovvero all’altezza del Monte dei Pachi di Siena). L’amministrazione non ha risposto “no, il mercato non si tocca, fatevene una ragione”. Ha risposto, invece, “sì vediamo di trovare una soluzione”. Però, non lo ha mai fatto.
Lo scorso giugno, aveva convocato una riunione sul tema. Sul tavolo c’era l’ipotesi di ricollocare quei banchi (una decina) – così spiegava il presidente della commissione attività produttive Gabriele Guadagni – « in piazza Nazioni Unite, o come piacerebbe a noi lungo via Venezia (zona farmacia Sinisi) fino alla piazza». Insomma, dall’incrocio di via Ingolstadt fino a piazza Nazioni Unite, lungo via Venezia. «Per non oscurare le attività commerciali i banchi andrebbero posizionati al lato monti e proseguire in piazza sul lato pinete. Senza considerare che nel tempo sono decaduti molti stalli, e così si ottimizzerebbe il circuito commerciale», aggiungeva Guadagni.
Ma quella riunione fra commercianti, ambulanti (e le rispettive associazioni) e Comune, che doveva verificare la possibilità di ridisegnare il mercato, andò quasi deserta. Da allora, pare che il Comune si sia completamente dimenticato del problema: infatti il 30 maggio scorso il mercato della domenica a Marina è ripreso, nella stessa collocazione di sempre (con postazioni un poco più distanziate per assolvere alle misure di sicurezza anti-contagio). Per lo sconcerto e la rabbia dei residenti, i quali stanno adesso valutando come reagire. Si parla di una denuncia tramite avvocati, c’è chi propone di non pagare il passo carrabile visto che la domenica non carrabile non è. Di sicuro, resta l’amara sensazione di avere a che fare con un’amministrazione che sembra trascurare le esigenze e i disagi dei suoi cittadini. Forse, l’emergenza Covid ha messo in secondo piano questa problematica. O forse l’amministrazione ha ragionato all’insegna del motto: “se questi non fanno troppo rumore, allora non occupiamocene”. Ma, essendovi una soluzione possibile, sarebbe ora di agire. —c.f.
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