Il Tirreno

le associazioni ambientaliste e dei consumatori 

«Giani usi meglio le parole, assurdo imporre inceneritori»

«Giani usi meglio le parole, assurdo imporre inceneritori»

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Non sono piaciute ad alcune associazioni di consumatori e ambientalisti le parole sull’inceneritore a Livorno del candidato alla presidenza della Regione del Pd Eugenio Giani. « Non si può non intervenire di fronte alle dichiarazioni fatte in una diretta Facebook dal presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, Affermazioni come “…Vo a dritto con i carri armati… se non si fa l’inceneritore a Livorno”, fatte da un esponente istituzionale e attuale candidato alla presidenza della Regione Toscana sono gravi nel lessico, risultano essere antidemocratiche (quando parla usa sempre il pronome ‘io’ e mai ‘noi’) e non sono assolutamente condivisibili nella sostanza», scrivono.

«Ma chiaro lo è stato fin troppo, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, nell’affermare che lui, il mega inceneritore a cui afferiscono rifiuti anche da altre parti della Toscana, lo vuole. E lo vuole a tal punto da asserire di volersi mettere contro tutti coloro (cittadini, comitati, partiti, associazioni ecc.) che ostacoleranno la costruzione di questo impianto che dovrebbe essere insediato nella provincia di Livorno, qualora egli sia eletto presidente della Regione Toscana. Non solo, per giustificare le sue affermazioni chiama anche in aiuto le politiche europee sull'economia circolare! Peraltro una richiesta di aiuto impropria, perché l'Europa non raccomanda più la costruzione di inceneritori ma, caso mai, un’attenta differenziazione dei rifiuti e la realizzazione di prodotti progettati fin dalla loro nascita per non generarli. Signor presidente, fare economia circolare non significa ‘raccattare’ i rifiuti da ogni dove e bruciarli attraverso un mega impianto che inquina. E non si può continuare a raccontare la favola che dagli inceneritori esce vapore acqueo. A Massa Carrara, come da altre parti d’Italia, dove c’è stato un inceneritore e fabbriche inquinanti, si ritrovano ancora le diossine e altri veleni dopo 40 anni dalla chiusura degli impianti», scrivono nella nota firmata da Associazione per i Diritti dei Cittadini ADiC Toscana, Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua, Comitato Apuano salute e ambiente della provincia di Massa Carrara e Magliette bianche di Massa Carrara.

«Forse per questi politici e amministratori della cosa pubblica, non è ancora sufficiente il tributo di morti che ci descrive lo studio epidemiologico Sentieri», concludono.

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