Toscana
«Miliardi di mascherine abbandonate in mare Usiamo quelle lavabili»
massa
Il Rotary lancia l’allarme sul rischio d’inquinamento dovuto allo smaltimento erroneo delle mascherine protettive. Fabrizio Pucci, assistente del Governatore 2019-2020, Area Tirrenica 1 e Leonardo Vinci Nicodemi, nominati “Custodian per il Distretto 2071”, insieme a Sergio Santi, fondatore Plastic Free Waters, vorrebbero dare un contributo al problema che sta sorgendo con il materiale disposable che si sta accumulando, spesso con uso indiscriminato e non regolamentato.
«Ci segnalano già adesso che siamo in un periodo di quarantena, la presenza di centinaia di mascherine sulle spiagge, così come sappiamo che altrettante ne vengono pescate in mare. Non oso immaginare cosa succederà quando, finita la quarantena, di mascherine ne circoleranno miliardi», scrivono.
Indubbiamente queste mascherine confezionate con materiali tecnologici non biodegradabili, hanno contribuito a fermare la pandemia che sta ancora affliggendo alcune nazioni. Si è combattuto il pericolo immediato ed incombente con i mezzi che si avevano quando il pericolo si è manifestato in tutta la sua gravità. Adesso però stiamo per affrontarne le conseguenze:
I rappresentanti dell’Ispra sostengono che «da qui a fine anno il sistema italiano dovrà gestire un quantitativo di rifiuti derivanti dall’uso di mascherine e guanti compreso tra 150 mila e 450 mila tonnellate». Secondo Iss, questo tipo di rifiuti, andrebbero accomunati ai rifiuti ospedalieri, ma in questo periodo emergenziale sembra non possibile». Aggiunge il Rotary: «Siamo tutti alla ricerca delle mascherine chirurgiche, possibilmente a prezzi calmierati; si trovano? Non si trovano? Velerie, sartorie, stilisti, industrie manifatturiere, hanno convertito la loro produzione e ne stanno producendo a decine di milioni. I comuni e la Protezione civile provano a distribuirle gratuitamente, dove mancano.
«In questa situazione, si potrebbe ritornare a parlare delle leggi fondamentali dell’economia circolare: “use, reuse, recycle”. Visto che per ora filtri efficienti e affidabili in fibre naturali non sono disponibili, perché non cercare di individuarne di confezionati con materiali almeno biodegradabili?», scrivono dal Rotary
«Nell’attesa che queste siano testate, perché non ridurre il consumo delle attuali mascherine chirurgiche inserendole in una mascherina-busta in fibra naturale, lavabile e stirabile decine di volte? Un solo filtro potrebbe durare una giornata lavorativa e potrebbe essere smaltito nell’indifferenziata senza pericoli di ulteriori inquinamenti. Questa è la soluzione proposta dalla Plastic free waters dell’International Fellowship of the Rotarians».
Ricordiamo anche il convegno che il Rotary Club Marina di Massa Riviera Apuana del Centenario, con la guida del presidente Salvatore Cassata, ha organizzato il 19 settembre 2019. Illustrando, per la prima volta nel Distretto 2071 Toscana, il progetto Pfw, creato dal comandante Sergio Santi. —
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