La manifestazione
Code troppo lunghe all’ufficio postale disagi per la gente
massa
Code troppo lunghe ed esterne agli uffici postali quando all’interno lo spazio non manca. «All’interno dovrebbero esserci dieci postazioni e comprendendo che non tutte possono essere impiegate allo stesso tempo – questo il discorso che emergeva da chi era in fila paziente ma un po’ irritato nell’ufficio centrale – ma almeno la metà sì ed invece ci sembra che servano un paio di clienti per volta e gli altri devono stare in attesa fuori. Il meccanismo ci sembra simile a quello anti-Covid19 solo che in quel caso l’attesa era all’interno, con temperatura ideale, al riparo e soprattutto seduti. Il risultato di ora sarebbe quasi identico solo che non si possono far aspettare fuori sotto il sole o la pioggia ( come l’altra mattina, quando ha cominciato a piovere molta gente è tornata a casa), al caldo ed al freddo ed in piedi, adulti donne e uomini anziani, in buone e cattive condizioni fisiche, con disabilità varie».
Ed allora? Siccome la sensazione, visto che da più parti si pensa anche ad un probabile ritorno del virus in autunno e dunque la questione Poste e simili, non sarà tanto provvisoria, sarà il caso - così sollecitano i clienti - di prendere provvedimenti. Primo: aumentando il disbrigo agli sportelli visto che la distanza e le mascherine lo consente e mettendo doppia fila di sedie all’interno sempre con distanza disponibile e quindi dando a tutti la possibilità di attesa seduti ed al caldo/fresco secondo la stagione. Si dirà che questo deve essere valido anche per tutti gli altri casi simili: uffici comunali ( e lì gli spazi e coperture ci sono), banche, e supermercati. In molti di questi ultimi servizi gli spazi ci sono e si potrebbe rimediare. Il tempo a disposizione, visto che siamo all’inizio della bella stagione, c’è e perciò meglio pensarci per tempo. Infine abbiamo cercato di avere più indicazioni sul progetto attuale delle Poste ma nella succursale centrale non c’era nessuno in grado di dare spiegazione. —
Aldo Antola
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