Il Tirreno

Scuola, domani 8 giugno sciopero e flash mob in piazza a Carrara

La manifestazione del 30 maggio scorso a Massa contro i tagli delle cattedre
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La manifestazione del 30 maggio scorso a Massa contro i tagli delle cattedre

Tutte le sigle sindacali hanno aderito all’iniziativa. Natali (Cisl): i nostri insegnanti sono degli eroi...

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Massa-Carrara Domani, lunedì, in occasione dello sciopero generale della scuola - proclamato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil, Snals e Gilda - Flc Cgil e Cisl Scuola organizzeranno un flash mob in piazza Gramsci a Carrara dalle ore 12 alle ore 13. I temi, così come per le motivazioni dello sciopero, saranno - si spiega in una nota - «l'incertezza delle condizioni della riapertura a settembre, la denuncia delle classi pollaio, incompatibili con la didattica ordinaria e a maggior ragione con la sicurezza di tutti in tempi di Covid 19, la richiesta di assunzione di tutto il personale necessario per ridurre i numeri degli allievi per classe ed assicurare livelli adeguati di sorveglianza e di pulizia, la stabilizzazione dei precari». E aggiungono: «Vi aspettiamo in piazza... vi sorprenderemo!». Inoltre, in un comunicato, la Cisl sottolinea di scendere in campo insieme alle altre sigle sindacali Flc Cgil, Uil Scuola Rua, Snals Confsal, Gilda Unams, per protestare «contro l’inconsistenza dell’azione di Governo sulla scuola». E ricorda: «”Ripartire insieme. Ripartire in sicurezza”, è questo lo slogan ufficiale che il sindacato ha utilizzato per indire lo sciopero che si terrà lunedì 8 giugno in tutta Italia e che nelle province di Lucca, Massa-Carrara, Pistoia si articolerà in varie modalità, con flash mob, conferenze stampa o anche sit-in a distanza interpersonale e mascherine indossate delle Rsu davanti alle sedi scolastiche. «La nostra organizzazione – dichiara Lucia Natali, segretaria generale Cisl Scuola Toscana Nord Lucca-Massa Carrara-Pistoia – è sempre stata al fianco della scuola e degli insegnanti. Soprattutto in un periodo come questo, dove tutti i docenti di ogni ordine e grado hanno dovuto reinventarsi con la Didattica a Distanza, è necessario affiancarli maggiormente. Voglio ringraziare tutti docenti, veri eroi anche e soprattutto in tempo di emergenza sanitaria in cui hanno saputo offrire l'ennesima prova di attaccamento al lavoro dedicandosi ben oltre l'orario, e che non hanno mai mollato la presa in questo tragico momento e che invece con sacrificio e dedizione hanno lavorato quotidianamente perché quel grande motore che è la scuola, non si fermasse mai. I docenti si sono messi in gioco e lo hanno fatto benissimo: imparando ad usare nuove tecnologie, nuove piattaforme, partecipando a molti webinar di formazione, e ancora a corsi di aggiornamento a distanza sulla sicurezza, e nel frattempo portando avanti le lezioni con gli alunni, inviando loro materiale quotidianamente, cercando di star loro vicino anche se dietro uno schermo, di capirli e di dare agli studenti un supporto educativo e morale». «Gli insegnanti, il personale Ata e i dirigenti scolastici – aggiunge Lucia Natali – sono eccezionali». È proprio anche nel riconoscimento di tutto ciò che domani si svolgerà lo sciopero unitario, 'battezzato' anche dalla Segretaria generale nazionale Cisl, Maddalena Gissi, e dalla Segretaria Confederale, Annamaria Furlan. «Vogliamo garanzie sulla ripresa in sicurezza a settembre - puntualizza la referente di Cisl Scuola Toscana Nord - . Chiediamo al Ministro di far chiarezza sui protocolli da adottare e sulle ore di insegnamento. Settembre non è lontano, non possiamo arrivarci continuando a brancolare nel buio, serve programmazione, perché scuola e società sono tutt'uno. E invitiamo al nostro fianco, in questa delicata e importantissima battaglia, anche tutte le associazioni, comitati, genitori e studenti perché uniti verso un obiettivo comune si può solo acquistare forza». Fra i temi al centro del manifesto dello sciopero di domani, le sigle sindacali sottolineano fra l’altro l’urgenza di “Ridare centralità alla scuola”: «La chiusura prolungata delle scuole è una ferita per tutto il paese. Nonostante l’impegno profuso dai docenti con grande senso civico, il ricorso obbligato ed esclusivo alla didattica a distanza si rivela una condizione innaturale, nella quale si accentuano squilibri e disuguaglianze e viene meno la dimensione indispensabile delle relazioni sociali dirette, essenziali e fondative di una comunità educante». «Questa la ragione fondamentale per cui è necessario che la scuola riapra quanto prima le sue porte a milioni di alunne e alunni, di studenti e studentesse». D’obbligo, si ricorda, “riaprire in sicurezza”.

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