La manifestazione
Persiani: ora il mio compito è accogliere i turisti in sicurezza
Massa
Fare il sindaco ai tempi del coronavirus, tra preoccupazioni per i cittadini e per la propria famiglia, importanti decisioni da prendere, critiche a volte ingiuste, e la consapevolezza di camminare su un terreno inesplorato e pericoloso: il sindaco di Massa Francesco Persiani ha raccontato della sua esperienza da primo cittadino, in questi tre mesi di lockdown, durante un'intervista ad Attilio Papini della Confartigianato. «Il manuale del buon sindaco non lo ha ancora pubblicato nessuno- inizia Persiani- Ma se esistesse, alla voce “pandemia” non ci sarebbe stato scritto nulla, perché questa fase della nostra storia è stata un unicum. Tra le difficoltà che abbiamo dovuto affrontare c'è stata innanzitutto la consapevolezza di essere ignoranti in materia, cioè di ignorare cosa avevamo di fronte; prima ci dissero una banale influenza, poi una catastrofe, e io da primo cittadino sentii il peso di una enorme responsabilità. Quella della salute della mia gente. Ricordo anche le difficoltà dei primi giorni di coordinamento: quel 24 febbraio quando vidi per la prima volta tutti i prefetti e i sindaci dei capoluoghi riuniti, a cercare di orientarsi all'interno di un meccanismo complesso». Qualcuno ha anche “navigato contro” gli ricorda Attilio Papini, e Persiani conferma: «Ho passato giornate intere sotto attacco, mentre mi stavo preoccupando per la salute dei cittadini e ammetto che mi ha dato fastidio essere criticato, non perché non accetti le critiche, ma perché il momento era sbagliato. Serviva unità e coesione. Servivano consigli, non accuse». Da avvocato, Persiani commenta anche i vari dpcm: «Ritengo che ci sarebbe stato bisogno di una dialettica parlamentare, soprattutto per superare il problema di norme non condivise, che hanno creato un grande scollamento tra le Regioni. Profili incostituzionali nei decreti ne troveremmo tanti, ma ora non è il momento. Affronteremo il problema ad emergenza finita». E il giudizio non è di sufficienza neanche per l'ultimo “decreto rilancio”: «Una mole enorme di atti da leggere- spiega Persiani- e da studiare; farraginoso, come un po' tutte le leggi italiane, un rompicapo. Mi sarei aspettato più coraggio, invece il più, alla fine, ricadrà sui Comuni». Guardando al futuro Persiani si appella ai suoi cittadini: «Ricordo ancora come fosse ieri la fatica che facemmo per tenere a casa le persone. La mia paura, oggi, è di non riuscire a togliere ai mie cittadini quel blocco psicologico che li tiene in casa; so che molti ancora non vanno al bar, che tanti non escono. Abbiamo fatto passi in avanti, a poco a poco torneremo a riaprire tutte le attività e gli uffici; abbiamo imparato che alcuni lavori possono essere svolti in parte da casa, ed è stato un grande esperimento sociale, di cui dobbiamo fare tesoro, ma non dobbiamo adagiarci. Finalmente partirà la stagione balneare- conclude - dobbiamo accogliere i turisti nel migliore dei modi e il mio compito sarà garantire a tutti una vacanza in sicurezza, un periodo di relax sulle nostre spiagge che farà bene anche dal punto di vista psicologico».M.D.A.
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