La manifestazione
«Centrale a biomasse una gestione opaca»
La minoranza chiede risposte sul funzionamento e sostiene che le autorizzazioni per l’impianto sono scadute
MULAZZO
Ancora contestazioni sulla centrale a biomasse di Arpiola. Ed è la mancata risposta a un’interpellanza in cui chiedevano delucidazioni sul funzionament dell’impianto a mettere sul piede di guerra i tre consiglieri dell’opposizione Emanuele Ferdani, Alessandro Ricci e Michele Moscatelli: «Da tempo parecchi cit tadini della frazione di Arpiola lamentano che l’impianto di degassificazione nei pressi del Palazzo comunale porovoca emissioni (fumi ed odori) corpose e fastidiose, in alcune circostanze anche al di sopra della normale tollerabilità. Per tali motivi abbiamo chiesto notizie in merito, verbalmente ed anche attraverso interpellanza al sindaco e alla giunta, ma mai è stata fornita risposta di alcun tipo. Le problematiche citate sono così continuate e di pari passo le sollecitazioni della minoranza all’amministrazione», scrivono in una nota congiunta.
La minoranza inoltre ha segnalato la situazione agli enti sovracomunali preposti alla sorveglianza, tra cui Asl, Arpat, Prefettura e Vigili del Fuoco, con una serie di richieste depositate il 4 febbraio di quest’anno: «In particolare abbiamo chiesto che si provvedesse a verificare: la sussistenza di tutte le autorizzazioni necessarie a mantenere operativo l’impianto; tutti i materiali, le sostanze, i gas presenti presso l’impianto ed in particolare quelli utilizzati per il processo di degassificazione; gli stoccaggi di materiale anche all’esterno dell’impianto (talvolta posizionati in modo da sembrare una vera e propria ‘discarica’); la consistenza e la qualità delle emissioni di fumi; la consistenza e la qualità delle emissioni di odori».
L’opposizione sulla mancanza di risposte e di soluzioni imputa la colpa al primo cittadino, Claudio Novoa, sollevando l’accusa che questa centrale lavori senza le necessarie autorizzazioni: «Abbiamo recentemente appreso - accedendo agli atti del Comune dopo una comunicazione pervenutaci dai Vigili del Fuoco - che questi ultimi già nelle date del 08.03.2019, 02.10.2019 e poi anche in data 25.02.2020 hanno evidenziato al sindaco il mancato rispetto presso il degassificatore di Mulazzo delle normative antincendio e lo svolgimento dell’attività avendo la Scia scaduta, con ogni conseguenza di legge. Con ciò dobbiamo registrare il grave comportamento del sindaco e della giunta che non hanno mai risposto alle domande poste non solo dalla minoranza, ma a questo punto anche da importanti autorità intervenute che stanno seguendo e seguiranno la vicenda. Un’assenza di trasparenza che è davvero sconcertante e che solleva ulteriori dubbi su come sia nato e si sia sviluppato questo contestato impianto».
«Per tali motivi crediamo che sia il momento di chiarire ogni aspetto della vicenda e che l’atteggiamento del Comune verso la gestione dell’impianto debba finalmente essere improntato al rigoroso rispetto di tutte le normative, ben prima che – come è successo in questo caso – si debba richiedere l’intervento di altre autorità. A tale scopo ci renderemo promotori di una raccolta di firme tra la popolazione che sostenga le ragioni di tanti cittadini che hanno forti dubbi e molte paure rispetto alla situazione venutasi a creare in questi anni», chiosano i consiglieri di minoranza. —
cristiano borghini
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