Il lutto
Dieci anni dopo, la Biennale torna in una mostra di foto
Carrara
Dieci anni: giugno 2010-giugno 2020. La Biennale ritorna a Carrara, questa volta in mostra, a suon di fotografie. Domani l’inaugurazione. Ottanta circa in bianconero che raffigurano “L'Ultima”, nome dell'esposizione che fissa e racconta i momenti dell'ultima – appunto – Biennale internazionale di scultura di Carrara. “Post Monument”, curata da Fabio Cavallucci, quattordicesima in mezzo secolo. «Non è una provocazione, ma un modo per tornare a parlarne, per riaprire un dialogo», spiega Nicola Ricci, gallerista carrarese di “Votre. Spazi contemporanei” dove, tra le sale barocche del primo piano del palazzo Del Medico di piazza Alberica e nell'ala più contemporanea, si snoda l'esposizione. Le foto sono di Valerio Brambilla, fotografo ufficiale della quattordicesima edizione. Un susseguirsi ragionato di scatti che dialogano con lo spettatore, con le sale e ricordano quelle settimane scandite da opere e presenze di grandi artisti in città. Si parte da Santiago Sierra: in primo piano nella foto l'artista che cattura l'immagine del blocco con il cellulare. «Un messaggio della contemporaneità – riflette Ricci –, come il pittore di fronte alla tela, ora con il cellulare». Le sale barocche fanno da sparring partner alle fotografie più grandi. Si arriva a Terence Koh e alla foto in simmetria con il gesso dell'opera realizzato dallo scultore carrarese Marco Ravenna; poi Cai Guo-Qiang e il video, il racconto degli artisti che elogiano Carrara, la città, le cave. La sala contemporanea parte da Maurizio Cattelan al ridotto del teatro Animosi e arriva alla collaterale curata proprio da Ricci nel 2010 al Centro Arti Plastiche, “Mainolfi”. Nel mezzo si va da Antony Gormley a Paul McCarthy, da Monica Bonvicini a Damián Ortega e, ancora, Rossella Biscotti e gli anarchici, Andreotta Calò e Van Braak. Non manca il curatore. Opere e quotidianità, passando per i temi più noti e discussi di “Post Monument”: la “maxi-cacca” realizzata dall'artista americano McCarthy e l’installazione, al cimitero di Marcognano, del monumento a Craxi di Cattelan. «Dopo dieci anni senza Biennale dovevamo parlarne, ci siamo concentrati sulla parte contemporanea. Al tempo la mancanza fu quella di non riuscire a trattenere, al netto di tutte le difficoltà del caso, le testimonianze dei grandi artisti che erano arrivati. Artisti che forse chissà se ricapiteranno mai e che erano però entusiasti di Carrara – riflette l'esperto di arte –. Dovevamo convincerli ad andare oltre all'edizione, anche perché poi certe opere si sarebbero tradotte in un grande richiamo in chiave turismo». Chiaro il riferimento ad altre realtà, come Pietrasanta. «In questa fase di ripartenza allora ricominciamo da qui, da un dialogo per qualcosa di diverso magari, ma di grande livello visto che ne abbiamo bisogno. Ci terrei tantissimo a vedere i cittadini per rivivere questo momento insieme», chiosa. Si parte dunque da domani, venerdì dalle 18 con l’inaugurazione secondo le nuove disposizioni. La mostra sarà poi visitabile su appuntamento, contattando i seguenti recapiti: 3384417145; nicolaricci1@virgilio.it.L.B.
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