Gioco
Ponte di Avenza, stasera l’incontro Già in pista tre avvocati per fare denuncia
I commercianti e i cittadini non si arrendono, le associazioni insistono: «Noi avevamo chiesto il rinvio di un anno»
Avenza
Stasera alle 21 nel giardino di casa Pellini ad Avenza si svolgerà l'incontro organizzato dai commercianti "no ponte" di Avenza. Si preannuncia un dibattito molto animato e con qualche colpo di scena. L'incontro è stato organizzato per fare chiarezza sull'ok ai lavori al ponte di via Giovan Pietro proprio a giugno, a ridosso della chiusura imposta dal lockdown. I commercianti via Pec, la posta certificata che per legge ha lo stesso valore di una raccomandata con ricevuta di ritorno, hanno richiesto la presenza del sindaco Francesco De Pasquale, del vicesindaco Matteo Martinelli, dell'assessore ai lavori pubblici Andrea Raggi, e dell'assessore regionale all'ambiente e difesa del suolo Federica Fratoni.
Gli sviluppi.
Per chiarire l'intervento di demolizione e successiva ricostruzione del ponte, il sindaco Francesco De Pasquale ha chiesto alla regione di inviare dei tecnici in città per illustrare il progetto.
I commercianti accusano Comune, Regione e Associazioni di categoria di mancata informazione, hanno assunto ben tre legali per chiedere i danni a tutti i soggetti interessati, o meglio a quelli che gli avvocati riterranno responsabili dell'eventuale danno economico dovuto alla chiusura della via Giovan Pietro in vista dei lavori al ponte. Le associazioni rilanciano dicendo che non volevano l'apertura del cantiere così a ridosso del lockdown. L'amministrazione comunale ribadisce che il mese di giugno è stato scelto proprio dalle associazioni di categoria scegliendo tra la forbice temporale data dalla regione.
I retroscena.
A fine aprile l'amministrazione comunale organizza una videoconferenza con i rappresentanti di categoria per parlare del progetto della regione relativo alla messa in sicurezza idraulica del ponte di via Giovan Pietro. La videoconferenza va a sopperire l'impossibilità di organizzare un incontro pubblico in pieno lockdown. Per l'amministrazione comunale c'erano gli assessore Andrea Raggi e Sarah Scaletti, dall'altra parte Nando Guadagni per Confesercenti, Nadia Cavazzini per Confcommercio e Paolo Bedini per Cna. Prima di questo incontro Nando Guadagni scopre “per vie traverse” «un tecnico - dice - incontrato per caso sul ponte» dove ha il suo negozio di calzature «che mi ha chiesto - precisa - se si trattava del ponte dove la regione doveva fare i lavori». Confesercenti scrive una Pec al sindaco Francesco De Pasquale e al presidente della regione Enrico Rossi. Vi si chiede di spostare i lavori al 2021 o di trovare soluzioni alternative come per esempio abbassare il letto del fiume, ricoperto da diversi strati di detriti. L'amministrazione si fa portavoce delle istanze dei commercianti, ma la regione boccia tutte le proposte. Ma nella videoconferenza è emerso più volte che la Regione aveva dato una finestra di tempo per l'avvio del cantiere, e le stesse associazioni di categoria hanno scelto l'estate come male minore.
«Come amministrazione - puntualizza De Pasquale - ci siamo fatti portavoce delle istanze delle categorie che chiedevano il rinvio di un anno. La Regione che è l’appaltatore dei lavori ha negato un rinvio così lungo, perché si tratta di interventi riguardanti la sicurezza idraulica e ha indicato una finestra di circa cinque mesi, tra giugno e ottobre, per l’avvio dei lavori. Essendo in periodo di lockdown e non potendo convocare un’assemblea pubblica, abbiamo incontrato le associazioni di categoria. Ci è stato risposto che se non fosse stato possibile il rinvio di un anno allora l’opzione da preferire era l’avvio immediato».
Ad oggi Cna fa sapere che l'intenzione è quella di rispondere più avanti «per non agitare ulteriormente le acque», dice Paolo Bedini. Confesercenti per bocca di Nando Guadagni e Adriano Rapaioli continua a ribadire di essere stata la prima «a muoversi contro l'inizio dei lavori a giugno, ancora prima della videoconferenza, scrivendo una Pec a comune e regione, di aver chiesto di posticipare il tutto all'anno prossimo o di rivedere il progetto optando per l'abbassamento dell'alveo. Se avessimo saputo che i lavori erano in programma per il 15 di giugno avremmo informato tutti i commercianti. Adesso tutti i politici cavalcano l'onda del ponte, ma i primi a muoverci siamo stati noi».
Confcommercio nella persona della sua vice presidente, Nadia Cavazzini, dice: «Tutti noi abbiamo dato consiglio all'assessore Raggi di portare voce alla Regione di rimandare i lavori per evitare un ulteriore danno economico al commercio di zona. Se la Regione ha deciso di non accogliere i nostri pareri, non è nostra responsabilità».
“Insieme per Carrara”.
«La situazione che si sta creando ad Avenza in relazione all'abbattimento del ponte di via Giovan Pietro - scrivono Gianenrico Spediacci e Andrea Vannucci - è sempre più insostenibile. È mai possibile che dopo tre mesi di chiusura delle attività, se ne esca all'improvviso dicendo che si chiuderà la circolazione stradale a metà giugno? Una decisione del genere non può essere presa all'insaputa di tutti i soggetti interessati. La scelta scellerata di una data che brucia l'intera stagione estiva, dopo il tracollo primaverile, con la molto più che probabile possibilità di compromettere anche il periodo natalizio, è una pura follia. Si apra un immediato confronto con la cittadinanza e si valutino tutte le opzioni possibili per giungere ad una soluzione condivisa. Si parta da un'unica certezza, i lavori non possono iniziare nelle prossime settimane».Alessandra Poggi
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