Il dolore
«Lockdown necessario ma il virus c’è sempre e non abbiamo la cura»
massa-carrara
Intervista al dottor Spartaco Sani, primario delle Malattie infettive dell’ospedale di Livorno e responsabile delle Malattie infettive per l’Asl Toscana Nord Ovest.
Dottor Sani, siamo alla fase 2, qual’è la fotografia della situazione attuale?
«Anche nella nostra area i casi sono in evidente diminuzione ma, nel reparto Covid, sono ricoverate ancora 6 persone e altre 5 nelle cure intermedie, questi pazienti hanno problematiche di salute diverse e positivi al Covid. Mi preme ribadire che il virus è sempre lo stesso e continua a essere in grado di produrre gli stessi danni che ha causato fino ad oggi. Sicuramente ha funzionato il lockdown, perché ha limitato la diffusione del virus con la conseguente riduzione dei casi, portando all’equazione meno casi in generale, meno casi gravi».
Cosa pensa delle riaperture?
«I sacrifici fatti in questi due mesi e mezzo hanno dato risultati importanti, con le riaperture anticipate è possibile che tutti questi sacrifici vengano vanificati, per evitare che accada è importante che le misure di distanziamento siano mantenute e rispettate. Penso poi che la riapertura di tutte le regioni sia prematura. La rapidità nell’individuare i contatti sui nuovi casi, il loro isolamento, l’esecuzione a tappeto dei tamponi sono essenziali in queste circostanze».
L’Oms ha sospeso la sperimentazione di clorochina e idrossiclorochina perché non ne è stata documentata l’efficacia.
«Non sono convinto sulla presa di posizione dell’Oms, l’utilizzo che abbiamo fatto della clorochina e della idrossiclorochina è stato prevalente, nell’ultimo periodo della fase epidemica, in pazienti sintomatici in fase iniziale e a domicilio, per prevenire la progressione verso forme più gravi. Non abbiamo nessuna dimostrazione che questo scopo sia stato raggiunto, ma non abbiamo nemmeno nessuna dimostrazione del contrario. Prima di interromperne l’uso, avrei preferito avere certezza sulla sua inutilità».
È preoccupato?
«Sì, perché di fronte ad eventuali nuove ondate ad oggi non abbiamo ancora soluzioni terapeutiche certe, è bene esserne consapevoli». —
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