La protesta
«Non rifate il ponte di via Giovan Pietro ad Avenza, piuttosto pulite il letto del Carrione»
Arriva un’alternativa alla demolizione dell’infrastruttura, mercoledì 3 giugno alle 21 riunione a Casa Pellini
Avenza. Non vuole fare polemica. Lo ha ribadito più volte. Ma non poteva non schierarsi dalla parte dei commercianti di Avenza. Parliamo di don Marino Navalesi, parroco della chiesa di San Pietro. «In tutta questa vicenda – dice il don – è mancata la chiarezza. Si doveva fare una riunione per spiegare tutta la pericolosità del ponte e l’urgenza dei lavori. Per la chiesa la chiusura non comporta problemi, chi vuol venire alla messa ci viene lo stesso. Il problema è per questi piccoli negozi che rischiano di chiudere tutti. Il problema è che Avenza non è rappresentata, la nostra voce non arriva da nessuna parte, e questo nonostante Avenza sia la più popolosa del territorio. Non sono un ingegnere ma a vedere la situazione il problema è nel letto del torrente dove la marmettola si è come cementificata alzando di molti metri il fondo».
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E poi ci sono loro, i commercianti. Si riuniranno alle 21 di domani a casa Pellini per trovare una strategia di azione comune. Tra questi c’è Giuliano Torre, il titolare della pasticceria Torre: «l’idea di noi commercianti – dice – è quella di rivolgerci ad un legale per tutelare i nostri interessi. Sarà l’avvocato a valutare se ci sono responsabilità in tutta questa vicenda. Alla riunione di mercoledì sera a casa Pellini ho invitato tramite Pec anche il sindaco Francesco De Pasquale, il vicesindaco Matteo Martinelli, l’assessore Andrea Raggi e l’assessore regionale all’ambiente e difesa del suolo Federica Fratoni». Tra i commercianti preoccupati per la chiusura di via Giovan Pietro in vista del rifacimento del ponte anche Barbara Mosti, titolare della macelleria di piazza Finelli: «questo non è il momento giusto per fare i lavori – dice – io sono sempre rimasta aperta ma i miei colleghi no. Mi metto nei loro panni. Non sono un ingegnere ma secondo me basterebbe pulire il letto del Carrione».
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E poi c’è chi spera che i lavori al ponte si concludano nel più breve tempo possibile, come per esempio Danni Bordigoni del bar Ischia di piazza Finelli: «il mio auspicio è che si concludano nel più breve tempo possibile, anche prima della data prevista». Sull’inutilità della demolizione e successiva ricostruzione del ponte torna anche Nando Guadagni, stavolta non nelle vesti di numero uno locale di Confesercenti ma come semplice titolare del suo negozio di calzature: » abito ad Avenza da più di sessant’anni e vi posso garantire che l’alveo del fiume si sarà alzato di oltre quattro metri. Basta pensare che i detriti hanno coperto anche la gora. Non sono un tecnico ma più che rifare il ponte dovrebbero pulire il torrente. Senza contare che alzano il ponte ma gli argini restano alla stessa altezza».
Sulla vicenda interviene anche l’onorevole Cosimo Ferri. «Altro che istituzioni aperte come “scatole di tonno”, non c’è’dialogo e le spiegazioni che sono state date fino ad oggi sono davvero deludenti. Il sindaco ha dato risposte deludenti, la Regione è in silenzio. Mi rivolgo anche ai consiglieri regionali eletti in questo territorio. Erano al corrente di questa situazione? Possono fare sentire la voce di questo territorio? ». –
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