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Massa-Carrara, «Noi, medici di famiglia cambiati dalla pandemia»
Parla l'Ordine provinciale: nuovi rapporti coi pazienti, il tabù della diagnosi per telefono ora è in discussione
Massa-Carrara. La fase 2 ha segnato un nuovo inizio anche per quello che sarà la gestione degli ambulatori dei medici di famiglia, professionisti che si sono spesi in prima linea sul territorio per dare assistenza e supporto ai loro pazienti. Il Coronavirus ha prodotto modifiche sostanziali che sono state inserite nella pratica quotidiana del medico di medicina generale: tutto ciò che è inutile superfluo, lungo, verboso e dettato da vessazioni burocratiche deve sparire. Code fisiche, telefoniche e telematiche per prenotare e avere risposte non dovranno più esistere.
«La pandemia ha fatto riemergere l’altruismo del medico che, – afferma Carlo Manfredi presidente dell’Ordine dei medici di Massa Carrara –- nell’infuriare dell’emergenza, si è trovato ad agire finalmente libero dai condizionamenti burocratici e dagli assilli dei bilanci economici per perseguire unicamente il bene dei pazienti. Ha così potuto recuperare le motivazioni della sua missione professionale. Questo sentimento dovrà essere ancora coltivato nell’interesse della salute della popolazione. Per contro, il distanziamento ha agito in senso apparentemente opposto. Ha creato un ostacolo alla relazione diretta medico-paziente, che è stato però aggirato attraverso la comunicazione telefonica o tramite gli altri dispositivi telematici che hanno permesso di affievolire il senso di paura, di attenuare l’isolamento della quarantena di dare fiducia e di solidarizzare contro un nemico minaccioso».
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L'emergenza virus ha momentaneamente fatto accantonare anche il grande “tabù” della deontologia clinica: il “triage” telefonico e il monitoraggio attivo delle patologie effettuato da casa, ora diventate quasi una regola da seguire per limitare i contatti. «Il falso dilemma se si possa o meno effettuare una diagnosi corretta solo con una telefonata e senza una visita del paziente da parte del medico, sarà oggetto di riflessione già in fase 2. La risposta è certamente negativa – spiega Claudio Cricelli presidente Simg e medico di famiglia - in termini generali. ma ricordo tuttavia che i sintomi e i segni nella medicina moderna si rilevano ormai in gran parte con l’ausilio del telemonitoraggio fatto con strumenti semplici e di basso costo».
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Da pochi giorni inoltre la Società Italiana di Medicina Generale annuncia l’avvenuta attivazione nel proprio Centro Nazionale di Ricerca di Firenze del sistema Covid-Alert. Questo sistema comunicherà un’allerta istantanea e precoce di casi sospetti o di situazioni di pericolo di prossimità basati su un Network di Medici di Medicina Generale denominato Covid-Search.
«Il Sars-Covid è un virus che ha effettuato il salto di specie da poco tempo. Se il suo adattamento all’uomo migliorerà, potrà fare danni ancor più gravi. Le potenzialità perché ciò avvenga ci sono – conclude il dottor Calro Manfredi –, ma non si sa se ciò avverrà. Per questo dobbiamo prepararci ad affrontare lo scenario peggiore che ci si possa immaginare per essere sicuri di scongiurare al massimo le conseguenza della temuta “seconda ondata” dell’epidemia prevista l’autunno che naturalmente ci auguriamo che sia sopportabile». —
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