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Legambiente dice no al ponte «Porterà danno all’ambiente»

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Legambiente contro la nuova strada Ceparana-Santo Stefano di Magra e contro il nuovo ponte sul fiume Magra ad Albiano, previsto dopo il crollo di quello vecchio, avvenuto l’8 aprile, perché «porteranno di sicuro un aumento del traffico, come è sempre successo quando si è incrementato il reticolo stradale. Ogni nuova opera stradale, consuma una grande quantità di suolo, depauperando e sottraendo risorse utili al mantenimento della biodiversità, della produzione di servizi eco-sistemici e di un ipotetico quanto auspicabile recupero agricolo/funzionale delle aree incolte e periurbane. La nuova opera porta immancabilmente all’abbruttimento e al degrado del paesaggio compromettendone il valore sociale, culturale ed economico».

Le soluzioni per i circoli di Spezia, Val di Magra e Lerici dell’associazione ambientalista sono «incentivare i trasporti pubblici su rotaia diminuendo fortemente il traffico pendolare, considerare seriamente e con coraggio la riattivazione delle linee ferroviarie dismesse Sarzana – Santo Stefano e Santo Stefano – Pontremoli e trasformarle in ferrovie urbane veloci, un tempo chiamate “metropolitane leggere di superficie”. E, funzionale allo scopo, il prolungamento della tratta verso La Spezia e Massa Carrara».

Questo perché, secondo Legambiente, la nuova strada e il nuovo ponte porterebbero seri danni all’ambiente: «Danneggiamento di microhabitat legati all’alveo di morbida, al fondo dell’alveo e, in generale, ad ecosistemi acquatici; variazioni dei livelli di torbidità delle acque dovute alla presenza dei mezzi in alveo ed alle trivellazioni con incremento di solidi sospesi con effetti sulla composizione e sulla densità delle comunità ittiche e macro-bentoniche; fluttuazione delle portate idrauliche che potrebbero comportare perdita o danneggiamento di habitat elettivi per particolari specie di Ittiofauna ed erpetofauna (rettili e anfibi) nonché per alcune comunità vegetali; sensibile incremento delle temperature locali delle acque con effetti negativi su microhabitat di elezione per particolari popolamenti floro-faunistici; interruzione, seppur temporanea, della continuità fluviale; rischio d’inquinamento a causa di contaminazioni dovute a sversamenti accidentali di sostanze inquinanti (come carburanti e lubrificanti)».

Insomma, concludono i tre circoli dell’associazione, «ce n’è abbastanza per capire che un’opera così (la nuova strada Ceparana-Santo Stefano di Magra e il nuovo ponte sul fiume Magra ad Albiano) associa danno al danno in una vallata già martoriata fin dagli anni Sessanta, e tutto questo solo perché non si vuole o non si ha la capacità e la cultura di progettare forme di mobilità alternative al mezzo privato e alla gomma (perdendo nel contempo l’opportunità di intercettare finanziamenti da fondi europei)». —

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di Redazione web