Il Tirreno

Ponte di Avenza, malumori e polemiche. Ma i lavori partono

Alessandra Poggi
Il ponte di via Giovan Pietro ad Avenza
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Il ponte di via Giovan Pietro ad Avenza

La Regione aveva concesso un rinvio a ottobre ma a quel punto è stato preferito come inizio il 15 giugno

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Carrara. Alla fine, il cantiere per la demolizione e successiva ricostruzione del ponte di via Giovan Pietro partirà lunedì 15 giugno. Per la regione Toscana rimandare il tutto al 2021 come aveva chiesto in una lettera inviata al presidente Enrico Rossi, la Confesercenti locale: “oltre ad impattare sul contratto con la ditta che ha in appalto i lavori” , si andrebbe “a ritardare in maniera ingiustificata un intervento di mitigazione del rischio idraulico” . Scartata anche l’ipotesi di far partire il cantiere ad ottobre, perché oltre al danno dovuto alla chiusura Covid rischierebbe di superare il periodo natalizio, con tutte le conseguenze negative per il commercio di questa zona. Senza contare che in inverno, aggiungiamo noi, le piogge ritarderebbero ulteriormente i lavori rischiando di trascinare la chiusura dei lavori di due o tre mesi. Insomma, tra polemiche, perplessità, favorevoli o contrari i lavori partiranno come stabilito inizialmente. Anche se secondo Confesercenti sarebbe bastato “allargare la sezione idraulica a monte del ponte in corrispondenza del ponte di via Covetta, situato a valle” . Anche questa ipotesi scartata dalla Regione perché oltre a comportare “l’eliminazione delle due viabilità in direzione destra e sinistra del torrente Carrione” , l’intervento sarebbe “più impattante e più costoso e oltre che avere tempi di esecuzione maggiori” .

Tra i contrari all’apertura immediata del cantiere c’è Nando Guadagni titolare del negozio di scarpe Gidò e presidente di Confesercenti Carrara: “I commercianti sono contrari – dice – per l’economia del commercio che già andava male. Poi ci sono stati tre mesi chiusura e adesso dobbiamo richiudere. Il ponte va rifatto ma da profano credo ci siano alternative. Abito ad Avenza da sempre e posso dire che ogni anno l’alveo del fiume è sempre più alto. La richiesta era di farci prendere una boccata di ossigeno in rispetto delle misure di sicurezza” . Così anche per Giuliano Torre dell’omonima pasticceria: “Favorevole o contrario i disagi ci saranno. Non sono un ingegnere idraulico ma penso che bastasse pulire l’alveo. La cosa che più mi rammarica è che da più di due mesi cerco di capire dai politici locali e regionali quando inizieranno i lavori. È mancata l’informazione, non ci è stato comunicato nulla, ma nei pressi del ponte c’è gente che vive e lavora. Come commercianti abbiamo dato mandato ad un legale per tutelarci in qualche modo” .

Di questa mancata comunicazione parla l’assessore Andrea Raggi: “Come comune abbiamo accolto la richiesta dei commercianti e scritto alla Regione per rimandare i lavori all’anno prossimo – spiega – ma la Regione decide in autonomia e non si è trattato di una scelta facile, capisco che il rischio era grande soprattutto in vista dell’inverno e delle forti piogge. Si tratta di una messa in sicurezza importante. Come amministrazione abbiamo chiesto e incontrato le associazioni di categoria dei commercianti prima del lockdown, perché anche se non è di nostra competenza sapevamo che è un argomento sensibile. Per quanto riguarda il fatto che i lavori non sono iniziati durante il lockdown vorrei rispondere a Cosimo Ferri che la ditta incaricata dei lavori dalla Regione non aveva il codice Ateco, e rientrava tra le attività bloccate per decreto, quindi non poteva lavorare. Ferri stesso poteva fare una telefonata a quelli del suo stesso partito, ma forse gli piace uscire sui giornali per aizzare gli animi”.

Sta di fatto che i commercianti non sono contenti come ben sa il parroco don Marino: “Non voglio assolutamente fare polemica – dice – ma su questo argomento l’umore dei commercianti prende fuoco facilmente. Il ponte era stato rifatto quindici anni fa. Come può un ponte durare solo quindici anni? Da me è venuta molta gente per parlare di questo. Forse pulire l’alveo era la cosa migliore, ma non sono un tecnico. Le persone e i commercianti lamentano una mancanza di comunicazione, non c’è stato un confronto. Sarebbe stato un po’ focoso ma produttivo. Non è il momento di fare polemiche ma i piccoli commercianti, i bar e ristorantini della zona stanno ripartendo a fatica e la chiusura non ci voleva”.

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di Redazione web