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«A rischio il lavoro per i tagli previsti al Cup»
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La Cisl lancia l’allarme Cup – nel periodo Covid l’unico servizio in cui non è stata applicata, in nessun caso, le modalità di lavoro agileo smart working “ è stato il Cup che, come è noto, è un servizio al pubblico esternalizzato a cooperative, con lavoratrici (in prevalenza) e lavoratori tutti part- time, monoreddito, con bambini e disabili a carico. «Il pretesto o la scusa, è legata alla privacy, come se una lavoratrice dipendente di coop, ma svolgente un servizio pubblico, da casa, avesse obblighi e responsabilità maggiori, in materia alla tutela dei dati sensibili, rispetto a quando lavora nei locali della Asl», scrive la Cisl.
Il segretario della Cisl Fp Enzo Mastroci continua: «Abbiamo scoperto a seguito dell’emergenza Covid che l’unico servizio che il Dpcm “ Cura Italia “ definisce indifferibile, è un servizio in regime di appalto. Riteniamo corretto che la Asl e soprattutto la Regione riprenda in mano la richiesta della Cisl Fp di internalizzare il servizio. Nonostante gli scarsi Dpi le lavoratrici del Cup hanno continuato a prestare il loro servizio al pubblico con responsabilità ed efficienza, nonostante diversi contagiati tra loro e il personale medico e infermieristico con cui lavorano.A portare tensione anche il fatto che da mesi molte operatrici e operatori inseguono il loro giusto stipendio perché una della aziende che fa parte dell’associazione temporanea di impresa che gestisce i servizi Cup ed il Cuptel sta ripetutamente sbagliando i cedolini – paga, ovviamente a vantaggio della Azienda, e i pagamenti arrivano anche in ritardo. Chiediamo l’impegno all’Azienda ASL Nordovest, come soggetto appaltante, affinché si occupi di questo servizio così fondamentale, abbiamo premura di essere ascoltati anche perché la Coop in questione risulterebbe vincitrice del prossimo appalto in essere. Provvederemo anche a fare verifiche sul versamento dei contributi che sembrerebbero scoperti».
Altre brutte notizie paiono colpire ancora più duramente i Cup: «sembrerebbe che questo “ servizio essenziale “ ma non esigibile in forma di lavoro agile” starebbe per essere depotenziato, perdendo postazioni, ore e lavoro, in danno anche all’utente, e potenziando le farmacie? Inoltre non è stato predisposto dall’azienda sanitaria, un aumento ore per il recupero del lavoro rimasto in sospeso, a causa della chiusura dei servizi durante la fase più critica, che però verrebbe richiesto ora, in più, e andrebbe a sovraccaricare le lavoratrici Cup oltremisura. Noi come Cisl Fp chiedemmo il lavoro agile nel periodo di lockdown e ne siamo tuttora convinti per alcuni servizi, ma non accetteremo tagli di personale nei distretti e di conseguenza meno ore e stipendi già molto bassi». —
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