Italia
Starda dei marmi, arriva una stangata da 9 milioni per la Progetto Carrara
SI tratta del contenzioso sulle “riserve” della ditta appaltatrice. La società è in liquidazione, potrebbe pagare i Comune
Alessandra Vivoli / CARRARA
Una tegola da 9 milioni di euro che potrebbe avere un effetto pesantissimo (anche alla luce dell’altra vicenda giudiziaria , legata alla Paradiso spa) per le casse del Comune. Nove milioni di euro per un contenzioso relativo alla realizzazione della strada dei marmi, fra la Progetto Carrara e la ditta appaltatrice.
nove milioni
Nove milioni, a tanto ammonta il risarcimento che il tribunale delle imprese ha stabilito in favore della Starbag, ex Adanti. A pagare dovrà essere la Progetto Carrara ma, considerato che la partecipata comunale è in liquidazione, la somma potrebbe essere richiesta anche a Palazzo civico. Per il momento la Progetto ha impugnato la sentenza, chiedendone la sospensiva, e annunciando l’appello. Intanto il vicesindaco Matteo Martinelli commenta: «Anche in questa vicenda non abbiamo trovato alcun accantonamento specifico per l’urgente rischio».
LA VICENda
Era una vera propria spada di Danocle che, dal 2011, pendeva sulla “testa” della Progetto Carrara e, soprattutto, sulle casse del Comune. Una causa milionaria, per il capitolo “riserve” della strada dei marmi. La ex Adanti, oggi Strabag con sede a Bologna, ha presentato il conto per le spese extra relative alla realizzazione della più importante infrastruttura della città. Sembrava si potesse arrivare a una conciliazione bonaria (con tanto di sconto, si fa per dire, fino a 10 milioni) ma le cose sono andate avanti. O meglio sono precipitate: tanto che si è arrivati prima a un decreto ingiuntivo, da parte della società bolognese, a cui la Progetto Carrara ha fatto opposizione. E, da ultimo, i due contendenti si sono trovati davanti al tribunale delle imprese a Firenze. Erano 54 i milioni richiesti, in prima battuta e ufficialmente anche davanti al giudice, "a titolo di riserve" alla partecipata Progetto Carrara.
il contenzioso
Il contenzioso è sulle riserve. Si tratta di una cifra enorme che arriva dal registro di cantiere dove, volta per volta, la Adanti ha iscritto delle eccezioni, avanzate al Direttore dei lavori in qualità di rappresentante tecnico della società appaltatrice. Nel bilancio, relativo al 2010, si sottolineava che le richieste - che tecnicamente sono finite nel capitolo "riserve" - sono state tutte ritenute non fondate da parte dello stesso direttore dei lavori e, conseguentemente, rifiutate. E si aggiungeva che "La semplice iscrizione delle riserve non vale a costituire alcun diritto a favore dell’esecutore dei lavori il quale, pertanto, se vorrà far valere le proprie pretese in sede giudiziaria dovrà dar prova di quanto afferma". Non solo: "Dovrà fornire una prova, per così dire, duplice, consistente: da un lato, nella dimostrazione di aver provveduto ad iscrivere tempestivamente la propria domanda nella contabilità di cantiere o, se ha proposto in termini apposita riserva, di averla esplicitata nei termini previsti; dall’altro nella dimostrazione della fondatezza dei fatti affermati e scritti sotto forma di domanda". Insomma le cifre iscritte a titolo di riserve dalla Adanti sono sempre state rigettate dai direttori dei lavori della via dei Marmi. Ma il conto è cresciuto. Da qui al contenzioso il passo è stato breve: la commissione che si è occupata della questione era arrivata alla proposta di accordo bonario. La parola è quindi passata al tribunale.
LA SENTENZA
Il Ctu del tribunale delle imprese aveva quantificato il risarcimento a 6 milione. Il giudice ha alzato il tiro: la somma richiesta alla Progetto Carrara è di oltre 9 milioni.
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