Il Tirreno

Rivoluzione in vista: «Tutti i casi Covid al vecchio ospedale di Massa»

Rivoluzione in vista: «Tutti i casi Covid al vecchio ospedale di Massa»

L’annuncio della direttrice Maria Letizia Casani: «Quando i numeri saranno scesi, sarà la struttura dedicata di Area Vasta» 

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MASSA-CARRARA. È iniziata da alcuni giorni la fase 2 negli ospedali dell’Azienda Usl Toscana nord ovest, e un ruolo in prospettiva chiave sarà quel del vecchio ospedale di Massa.

L’andamento epidemiologico - si fa notare in una nota dell’Asl - sembra infatti favorevole ed in tutti i presidi ospedalieri si stanno riducendo le aree prima dedicate al Covid-19, con l’obiettivo di arrivare quanto prima a concentrare tutta l’attività legata al Coronavirus in specifiche strutture.

«In questi giorni - evidenzia il direttore generale dell’Asl Maria Letizia Casani - registriamo finalmente una drastica riduzione dei ricoveri per Covid-19: su un bacino di utenza di 1.290.000 abitanti abbiamo 29 ricoverati per Coronavirus, di cui 7 in Terapia intensiva. Si tratta di una riduzione sensibile, che rappresenta un risultato importante, raggiunto grazie al lavoro del nostro personale. Recentemente è stato chiuso al Covid l’ospedale di Pontedera ed è in via di chiusura l’ospedale della Versilia. Man mano che la casistica decresce e si raggiunge un limite di 5 ricoverati, diminuisce infatti il numero di ospedali dedicati al Covid ed a breve avremo come riferimento per le zone sud e nord della nostra Azienda due soli presidi. Il bacino d’utenza della zona sud sarà servito dall’ospedale di Livorno mentre per quello della zona nord sarà servito dall’ospedale di Lucca. In entrambi, lo ricordo, è presente la struttura di Malattie infettive. Saranno questi i due poli dedicati al Coronavirus in una fase di transizione». E aggiunge: «Se e quando i numeri scenderanno ulteriormente il nostro obiettivo è concentrare tutta la casistica Covid in un'unica struttura e la sede individuata è il vecchio ospedale di Massa, ristrutturato in tempi velocissimi: ad oggi è attrezzata per la Terapia intensiva, con 24 posti letto, ed ha altri 24 letti per la degenza. In questi mesi lavoreremo ancora per realizzare una sala operatoria per le emergenze e doteremo il presidio della diagnostica portatile necessaria per curare questa patologia. Insomma, ci auguriamo di poter presto concentrare tutto su un unico polo. Ovviamente, nel caso in cui si verificasse una non auspicabile ma ancora possibile ripresa dei contagi, i nostri ospedali sono comunque pronti a riattivarsi in qualsiasi momento. Così come abbiamo fatto nella prima fase, ma molto meglio perché adesso siamo preparati ed abbiamo attrezzato meglio le nostre strutture e le nostre tecnologie, possiamo ampliare e ridurre le nostre attività dedicate al Covid a seconda delle necessità».
 

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