La protesta
Aulla, la movida “attenta” del pub Taverna Tortuga
Il titolare dell’ultimo locale per giovani aperto la sera: «Vedo molto scrupolo fra i ragazzi. Chiedono se possono entrare, guardano che ci sia poca gente»
AULLA
È da qualche anno ormai che la cosiddetta “movida” dei più giovani non abita più ad Aulla. A maggior ragione con la chiusura di un paio di bar, dove si vedevano, specie nei fine settimana, un sacco di ragazze e ragazzi. Il lockdown imposto per frenare la pandemia, poi, ha spento ancora di più la città.
L’ultimo, o uno degli ultimi, locali per i giovani che escono la sera è il pub birreria Taverna Tortuga in via Riccardi 16. Così, mentre infuriano le polemiche sugli eccessi che si sarebbero verificati, nello scorso week end, nei luoghi di divertimento e socializzazione in tutta Italia, eccessi che potrebbero favorire una ripresa del contagio da covid-19, abbiamo interpellato Roberto Baston, gestore del pub in pieno centro storico. Un locale piccolo ma accogliente, il Tortuga; soprattutto l’ultimo pub rimasto ad Aulla, l’ultimo presidio per chi desidera uscire la sera e magari fare più tardi del solito, sorseggiando dell’ottima birra, la bavarese Herrnbrau.
«Ho riaperto lunedì 4 maggio, facendo soltanto vendita da asporto, quindi più che altro un modo per fare vedere che siamo ancora vivi, un gesto di affetto verso la nostra clientela» esordisce Baston, al quale chiediamo subito come è andata la scorsa settimana, quella della riapertura a pieno regime: «Ho preso tutte le precauzioni del caso, sanifico tutto, i menù sono stati plastificati e li disinfetto ogni volta che è stata presa l’ordinazione, ma, inutile girarci intorno, a prevalere è ancora la paura. Basti pensare che su dieci persone che si presentano, sei se non sette chiedono se possono entrare, e se c’è qualcuno nel locale che non si è ancora seduto ai tavoli, chi sta per entrare attende all’esterno il momento opportuno per entrare. Addirittura non è mancato un ragazzo che è venuto da solo e ha preso una bevanda, il quale mi ha detto di essere stato mandato dagli amici per sondare la situazione. Quindi, occorrono una attenzione alta e molta disciplina nel gestire questa fase, con i numeri che davvero non sono più quelli di prima della pandemia, visto che ho patito un calo del 60%», aggiunge Baston.
E con i numeri in picchiata, alla Taverna Tortuga si cercherà di limitare i danni occupando gli spazi esterni: «Questa settimana aggiungerò dei tavoli fuori, anche perché all’interno, per fare sì che siano rispettate le distanze fra le persone, sono rimasti meno della metà dei posti a sedere rispetto a prima». Una situazione che si riflette anche sull’occupazione, visto che Baston è stato costretto a lasciare a casa un ragazzo che lavorava part-time: «Tra l’altro, non ha ancora visto i soldi della cassa integrazione» ci tiene a sottolineare Baston, il quale auspica un maggior sostegno da parte delle istituzioni e più solidarietà fra commercianti ad Aulla, citando l’organizzazione di motoraduni negli anni passati ad Aulla, di cui ha fatto parte. «Ci vuole una mentalità più coesa fra noi commercianti, perché non è possibile che si portino, come è accaduto, 70 motociclisti ad Aulla, con il contorno di amici e familiari, e trovino tutto chiuso. Occorre credere in certe iniziative e ci vuole un approccio che non si limiti all’immediato, perché se si semina bene i risultati arrivano». —
Gianluca Uberti
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