Toscana
«Non meritavo il siluramento hanno voluto farmi fuori»
filattiera
Giovanni Longinotti non ci sta. Del terremoto che ha sconvolto la maggioranza filattierese, creatosi nel consiglio comunale di venerdì scorso con la revoca delle deleghe e la carica di vicesindaco a Longinotti, si possono ancora distintamente avvertire le scosse di assestamento. Non è finita qui, dunque.
«Un trattamento del genere non lo meritavo – dice Giovani Longinotti – Sono stato primo degli eletti nei due mandati di Lino Mori, confermandomi anche negli due attuali. Accusarmi di cattiva gestione dell’emergenza Covid mi pare pura follia. Non ho mai mollato un colpo durante l’emergenza, sono sempre stato a disposizione dell’amministrazione e della cittadinanza». Longinotti sottolinea la sua abnegazione anche nell’emergenza ambientale che si è creata con lo sversamento di gasolio in un canale: «Una situazione che si è risolta grazie alle mie conoscenze tecniche. Il Consorzio di Bonifica aveva previsto l’utilizzo di un sacco granulare ed una rete contenitiva di plastica. Una soluzione estemporanea. La situazione si è risolta con l’intervento della ditta di bonifica che ho chiamato io. In quell’emergenza sono stato impegnato dalle 9 della mattina sino all’una di notte».
Il pomo della discordia è naturalmente la revoca delle deleghe: «Nessuno della maggioranza o della minoranza ha fiatato. Nessuno. C’è un accordo, sottobanco, tra maggioranza e opposizione? Questa situazione è legata al fatto che il Pd non ha più rappresentanza in consiglio? Oppure sono semplici giochi di potere in vista delle elezioni regionali? E perché si è consentito a Federico Lucchetti di relazionare e coordinare il lavoro sul bonus spesa? Non c’era davvero nessuno nella maggioranza che potesse ricoprire questo ruolo? Che sia un segnale di accordi pregressi?».
Longinotti non riesce a rispondersi a queste domande e rincara la dose: «Forse qualcuno per garantirsi il terzo mandato si doveva liberare di una figura ingombrante come la mia». «Avevo presentato un emendamento sulla rinegoziazione dei mutui, nemmeno posto in discussione poiché troppo tecnicamente approfondito. Avrebbe consentito alle attività di avere uno sconto sulle tasse rapportato alla perdita di fatturato, naturalmente ponendo in visione i registri contabili. Uno strumento che verrà utilizzato da tanti Comuni: l’unico che non lo adotterà sara Filattiera».
Poi, un attacco alla sindaca Annalisa Folloni: «A Filattiera non c’è visione politica e amministrativa, c’è autarchia nel modo di essere sindaco. Non è più il tempo della politica pro domo sua, il populismo è nato proprio per questi atteggiamenti. Sono rimasto offeso per le illazioni e le diffamazioni divulgate sul mio conto, se dovessero ripetersi potrei scegliere di agire legalmente» E infine: «Sarò un assessore senza portafoglio, continuerò a fare parte della giunta, ma voterò solamente ciò che riterrò giusto e che sarà riconducibile ai principi di buona amministrazione». —
cristiano borghini
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