Il Tirreno

nell’ultimo consiglio comunale 

Crisi politica a Filattiera Tolte le deleghe a Longinotti

cristiano borghini
Crisi politica a Filattiera Tolte le deleghe a Longinotti

L’ormai ex vicesindaco resta comunque in giunta, seppur “senza portafoglio” Folloni: «I comportamenti degli assessori devono essere coerenti, tanto più oggi»

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filattiera

Un vero e proprio coup de théâtre è andato in scena all’ultimo consiglio comunale di Filattiera. Con una mossa inaspettata la sindaca Annalisa Folloni ha riassorbito tutte le deleghe che appartenevano a Giovanni Longinotti, compresa la carica di vicesindaco del piccolo Comune. La Folloni quindi avocherà nuovamente a sé le funzioni alla protezione civile, all’urbanistica e ai finanziamenti e realizzazione dei progetti europei e regionali.

Alla domanda se si tratta di una crisi politica in seno alla maggioranza la prima cittadina rilascia dichiarazioni sibilline, ma aperte a molteplici interpretazioni: «Non si tratta di una crisi politica – sottolinea Annalisa Folloni – ma di una ponderata valutazione che induca a comportamenti coerenti ed univoci da parte di tutti gli amministratori in questa fase di emergenza sanitaria data dal Covid-19. Giovanni Longinotti rimarrà assessore, non ci saranno stravolgimenti nella maggioranza. L’ente deve continuare a lavorare, non è il tempo delle polemiche politiche o delle discussioni, dobbiamo concentrarci per risolvere questa problematica».

Sulle dichiarazioni piuttosto abbottonate del sindaco si possono però aprire diverse ipotesi e interpretazioni sugli scenari futuri che coinvolgeranno il piccolo comune lunigianese. L’unica certezza acclarata che emerge è la crisi istituzionale che sta attraversando la maggioranza consiliare, con un atto, quello della Folloni, che ha il sapore della sfiducia politica al suo vicesindaco, a quasi un anno esatto dalle elezioni amministrative che hanno riconfermato la sindaca dopo una lotta a tre per la poltrona. Partendo da questo presupposto si possono sviluppare due ipotesi.

Prima ipotesi: la situazione attuale viene tenuta in ghiaccio fino alla fine dell’emergenza sanitaria, contando di risolverla definitivamente solo in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo, non inceppando la macchina amministrativa che dovrà gestire gli aiuti per le imprese e il rilancio in un quadro economico molto difficoltoso. La seconda ipotesi invece parla di un’escalation della tensione politica all’interno della maggioranza in tempi più ristretti che costringerebbe ad un rimpasto, con Longinotti che tornerebbe ad essere semplice consigliere comunale (o andrà ad ingrossare le fila della minoranza?) e una maggiore incertezza nell’attuazione delle politiche di governo del territorio, dovendosi confrontare magari con un’opposizione rinforzata dal probabile ex vicesindaco, una figura che è sempre stata centrale nella costruzione dell’offerta politica locale: per Longinotti alle spalle ci sono due mandati con l’amministrazione guidata dal sindaco Lino Mori e due con l’attuale primo cittadino.

Se si verificasse questa seconda ipotesi si aprirebbe una spaccatura nel centrosinistra che porterebbe, tra quattro anni, alla creazione dei due liste, avvantaggiando il centrodestra, il quale, in prospettiva, potrebbe tornare a formularne una sola, risolvendo le divergenze che lo videro presentarsi con una doppia candidatura alle ultime elezioni comunali. —

cristiano borghini

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