Il Tirreno

studi aperti oltre il lock down 

Un disegno in vetrina in cambio di un caffè: la sfida di Enrica Pizzicori

Irene Rubino
Un disegno in vetrina in cambio di un caffè: la sfida di Enrica Pizzicori

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Irene Rubino / CArrara

L'ospite del quarto appuntamento con Studi Aperti 2020 - Oltre il Lockdown è l'illustratrice pratese Enrica Pizzicori, classe 1976, diplomata in decorazione presso l'Accademia di belle arti di Carrara.

Dove si trova il tuo studio? Il mio studio si trova in via 7 Luglio numero 5. Sono una pittrice e illustratrice, ma nasco come illustratrice. I temi che tratto sono vari: partendo dall’illustrazione mi sono avvicinata ad argomenti che riguardano l’infanzia e l’intrattenimento (ho illustrato anche poster di eventi). Spesso parlo d’amore, viaggio, desiderio.

Come ti ha cambiato la quarantena? A cosa ti sei dedicata?

All’inizio della quarantena mi sono imposta tante cose: creare, fare 30 minuti di sport al dì! All’inizio ho sempre dipinto, tutti i giorni, in digitale e non, ho fatto sculture. I primi quadri erano molto felici, un po’ come noi: ritraevano persone alla finestra che cantavano, che si sentivano parte di qualcosa. Piano piano i toni si sono fatti un po’ più cupi, sono cambiati e io con loro. Adesso mi sono rimessa a studiare, sono tornata indietro, ripartendo dallo studio dell’acquerello. Disegno foglie, per lo più. Sto continuando poi a lavorare su un libro che avrebbe dovuto essere presentato al Salone del Libro di Torino 2020, annullato per l’emergenza covid. Ho anche collaborato con l’assessora Federica Forti realizzando quattro illustrazioni per un video sulla storia di Carrara.

E’ pensabile continuare con la didattica online?

La didattica online è un mondo complesso: dovrei studiarlo. Per adesso dipingo coi miei allievi usando gli acquerelli su whatsapp, ma è un momento di condivisione, non un corso vero e proprio per il quale non sarei pronta. Che idee hai per uscire dalla crisi?

Non ho risposte, ma quello che ho notato osservandomi in un periodo di grande riflessione come questo è quanto siano importante le esperienze a scapito degli oggetti. Bellezza e cultura sono state fondamentali in questo periodo, senza non saremmo sopravvissuti.

Che rapporto hai con Carrara?

Io Carrara l’ho scelta: sono venuta qui (da Livorno, ndr) per studiare all’Accademia di belle arti e ho deciso di rimanerci. E’ un posto molto particolare, perfetto per creare. Qui a Carrara ho un rapporto stretto con molti artisti con cui c’è uno scambio reale, dunque lo considero un posto perfetto per fare rete. Bisognerà però capire come farla uscire dai suoi confini.

Hai voglia di raccontarci la tua idea di ricambiare con la creatività le gentilezze e gli scambi ricevuti con il tessuto commerciale del centr?

Tutto questo nasce perché dal bar di fronte al mio studio e alla mia casa la proprietaria mi raggiungeva per portarmi il caffè, gratuitamente. Ho pensato così di regalarle un disegno sulla vetrina. Così ho contattato altre amiche artiste proponendo loro di fare lo stesso. E’ un atto bello e gratuito per avvicinare gli artisti ai commercianti. —

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