La protesta
«La fabbrica non si ferma e continuerà a produrre cultura»
Margherita Dogliani e la rassegna estiva al Biscottificio «Potrebbe diventare un evento cinematografico»
Alessandra Vivoli / CARRARA
La rassegna culturale in fabbrica. Il periodo più nero per le vendite (quello pasquale). La casa integrazione. E, soprattutto, i progetti per il futuro, per una rinascita che passa da prodotti nuovi, colori, ingredienti, packaging inediti. Perché per Margherita Dogliani il tempo del lock down è stato tempo di gestazione. «Non ho suiito il tempo, ma ho cercato di sentirlo e di viverlo».
Margherita come sono stati quei mesi di lock down per l’azienda di famiglia, il Biscottificio Dogliani?
Comincio col dire che, d’accordo con i miei fratelli, Franco e Bernardo, non abbiamo mai chiuso i cancello del Biscottificio e il punto vendita è rimasto sempre aperto. Certo l’emergenza sanitaria e le chiusure sono arrivate in quello che per noi è il momento più importante per le vendite, dopo il Natale. È stata quindi una Pasqua di grande crisi e le vendite, nonostante anche l’on line e le consegne a domicilio hanno subito un crollo notevole.
Cosa ha comportato il crollo delle vendite soprattutto quelle legate al periodo pasquale?
Abbiamo dovuto mettere in cassa integrazione i dipendenti, a rotazione. E visto che per noi la fabbrica è come una famiglia, non è stato un periodo semplice. Sono stati, per tuttim e a tutti i livelli, momenti difficili. Adesso è il momento di guardare avanti e di ripartire, anche con uno spirito e una coscienza nuovi.
Lei parla di ripartenze. Una domanda è d’obbligo: cosa succederà con la rassegna culturale estiva “Donna anima d corpo” all’interno della fabbrica?
Voglio subito precisare che la rassegna non è stata accantonata. Anzi, in questi mesi ci ho pensato un sacco. Il tema che avevo scelto era quello del “doppio” e avevo già contattato tantissimi dei protagonisti che avrei voluto vedere sul nostro palco. Certo adesso bisogna aspettare quali saranno le direttive precise per la organizzazione degli eventi pubblici e solo fra qualche giorno potrò valutare se e come ci sarà la rassegna. Io ho pensato a diverse alternative, ad esempio anche a una rassegna di presentazione dei film che possa garantire al meglio le disposizioni previste per l’emergenza sanitaria. Insomma la volontà è di andare avanti, di fare in modo che la cultura e la nostra fabbrica non si fermino.
Quali sono i nuovi progetti del Biscottificio Dogliani?
Sono tanti i nuovi progetti, ci stiamo lavorando insieme ai miei fratelli. Stiamo studiando prodotti realizzati con ingredienti che fino ad oggi non abbiamo mai lavorato. Stiamo assemblando varie combinazioni e le prove devo dire che sono molto soddisfacenti. Daremo spazio ai colori, alle novità: insomma una ripartenza con tanta voglia di guardare avanti con coraggio e ottimismo.
Lei Margherita come ha vissuti gli ultimi due mesi?
Li ho vissuti con preoccupazione, come tutti, per la vicenda sanitaria mondiale e per le conseguenze che ha avuto sul settore economico produttivo.
Ma devo dire che questo tempo di chiusura e di vita sociale azzerata, io non l’ho subito, anzi l’ho vissuto. Ho utilizzato questo tempo per riflettere e per fare progetti. Ho pensato a come poter riorganizzare il punto vendita. Insomma questo tempo è stato di gestazione, non è stato tempo sprecato. –
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