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Accademia di Carrara, il Ministero conferma alla direzione Luciano Massari. Un sì “condizionato”
Il presidente Antonio Passa: a me non hanno detto nulla...
Carrara
Manca solo l’ufficialità, ma ormai sembra certo: il ministero, finalmente, ha dato l’avallo alla rielezione di Luciano Massari come direttore dell’Accademia di Belle Arti anche per il triennio 2019-2022; la rielezione era stata la scorsa estate, a giugno, quasi un plebiscito (41 voti su 45 votanti, circa 60 gli aventi diritto al voto) ma poi, tra cambi di governo, incertezze, empasse, denunce, polemiche a non finire (e ovviamente l’emergenza covid), da Roma non era mai stato dato il sì definitivo. E invece adesso dovremmo proprio esserci. Il provvedimento circola in forma ufficiosa; a sbloccare la situazione, il parere dell’Avvocatura dello Stato, di pochi giorni fa, che in sostanza avrebbe dato l’ok, anche se condizionato ai procedimenti in corso. Come noto, nei confronti del direttore vi è in corso un procedimento della Corte dei Conti, e in più, nei confronti della gestione generale dell’Accademia, è stata aperta un’inchiesta della magistratura. Non è detto che queste vicende arrivino a una conclusione entro giugno del 2022 e soprattutto, non è assolutamente detto che verso Massari vi siano delle sentenze sfavorevoli; è tutto aperto. Quindi, da quanto emerge, da Roma prendono atto dell’esito del voto e riconsegnano a Massari il ruolo di direttore della massima istituzione culturale provinciale; se poi dalla magistratura dovessero arrivare iniziative contrarie, la posizione sarà rimessa in discussione. Ma ora, almeno, l’Accademia può ripartire, con la programmazione didattica, la rielezione del Consiglio Accademico e così via.
Il presidente, Antonio Passa, commenta: «So che a Carrara circola questa notizia, mi sembra logico che finalmente si sia decisa la strada più giusta, però le assicuro che a me non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale. La bozza ce l’hanno tutti i professori ma non risulta alcun decreto, almeno a me. Non so proprio come possano accadere certe cose».
In ogni caso, Passa puntualizza: «Io ho sempre sostenuto che c’è stata un’elezione democratica, 41 voti su 45 votanti, poi però una piccola frangia di oppositori ha fatto diventare il tutto un problema politico. Un problema politico che ha innestato tante, troppe polemiche. Il ministro doveva solo ratificare la nomina di Massari, chi è inadempiente è il ministero, al quale ho scritto un sacco di lettere, ho chiesto ripetutamente come poter andare avanti, visto che sono scaduti tutti gli organi. C’è un clima avvelenato che questi mesi di incertezza hanno acuito, eppure io ho sempre tenuto le porte aperte e sono stato disponibile con tutti. Ora spero che questa comunicazione ministeriale diventi ufficiale già da lunedì (domani, ndr), e che a cascata il ministero copra le nomine mancanti. C’è bisogno di lavorare con serenità e al completo». M.B.
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