Il Tirreno

UN MONDO ALLA ROVESCIA CON TROPPI RITARDI

Massimo Braglia
UN MONDO ALLA ROVESCIA CON TROPPI RITARDI

Massa-Carrara, il commento del Sabato su tagli e vicende infinite

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Nel mondo alla rovescia che è la nostra provincia, marginale e snobbata a tutti i livelli, i nodi vengono al pettine. Snobbata dalla politica, tanto per cominciare: l’8 aprile c’è stato il devastante crollo del ponte di Albiano, dopo un mese e mezzo ancora non c’è un commissario: il presidente della Regione Enrico Rossi è in pectore, indicato dalla ministra De Micheli, ma ancora manca l’avallo del Parlamento. Nel frattempo, la giustizia, che di solito in Italia va a rilento, ha già camminato e fissato l’incidente probatorio per il 1° giugno. Politica in ritardo, con il parlamentare di maggioranza Ricciardi che fa parlare di sé più perché se la prende con la sanità lombarda che non per le battaglie a favore del territorio; meglio non va ai colleghi, di maggioranza e opposizione, a giudicare dai ritardi su bonifiche, erosione e temi storici di sofferenza , con annunci di soldi e investimenti che però tardano a vedere soluzioni concrete. Basti vedere la vicenda paradossale dei tagli degli organici scolastici: tra bazooka e mirabolanti interventi economici, alla scuola non pensa nessuno, e così in provincia, se non cambiano le cose, ci saranno 34 cattedre in meno, e undici ragazzi che già avevano superato l’esame di idoneità, non potranno frequentare il Liceo musicale Palma; i loro colleghi che sono riusciti ad iscriversi, in compenso, hanno in serbo una classe pollaio con 31 allievi, alla faccia del distanziamento sociale. Tagli, tra l’altro, non proporzionati al calo delle iscrizioni: ma evidentemente Massa-Carrara è una provincia che non pesa, che non interessa ai veri centri di potere.

Idem sull’Accademia di Belle Arti, la massima istituzione culturale provinciale, che quest’anno compie 250 anni: il ministro da mesi deve decidere il da farsi, se confermare il direttore eletto oppure indire nuove elezioni o mandare un commissario... Niente, tutto tace. E l’Accademia soffre, annaspa, con seri rischi per il futuro.

Ma anche dove la politica nazionale c’entra relativamente, a livello locale o poco più non è che si brilli. A Carrarafiere da mesi c’è un presidente in prorogatio, è vero che c’è stato il lockdown, ma tra rinvii e mancate convocazioni, i tempi si allungano.

Della triste vicenda del Lavello e dei divieti che scattano a ogni pioggia abbondante perché entra in funzione il by pass (altrove per la mancanza di fognature) abbiamo già scritto la scorsa settimana.

Nel frattempo, Gaia ha spiegato che sta lavorando per migliorare la funzionale del by pass (ora, in piena stagione estiva, perché non l’ha fatto da ottobre e febbraio? Mistero), e che entro il 2023 (sic) farà lavori alle fognature per 95 milioni. La lancetta è sempre spostata più in là. D’altra parte, nel mondo apuano alla rovescia, quando c’è stato da rinnovare il Cda di Gaia, i Comuni di Massa (centrodestra) e di Carrara (5 Stelle) hanno confermato il presidente scelto dal centrosinistra. Non che un presidente possa fare tutto, ma insomma, dare una strigliata e un’accelerata almeno sul Lavello si poteva fare. E anche sulla trasformazione della società. Aspettiamo, e speriamo. Salvo poi al prossimo acquazzone far ripartire la rumba delle recriminazioni.

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