Il Tirreno

Eliminate trentaquatttro cattedre a Massa-Carrara. La Provincia sale sulle barricate

Manuela d’Angelo
La videoconferenza dalla sede della Provincia
◗
La videoconferenza dalla sede della Provincia

Presidi, docenti, sindacati, politica: un fronte unico in difesa degli istituti. Con una lettera al ministero

3 MINUTI DI LETTURA





Massa-Carrara. Conferma: nella provincia di Massa-Carrara il taglio delle cattedre per l'anno scolastico 2020/2021 ci sarà e riguarderà in totale 34 docenti. «Non staremo a guardare», commenta il presidente della Provincia Gianni Lorenzetti, che mercoledì 20 maggio ha chiamato a raccolta tutte le sigle sindacali, i dirigenti scolastici e i sindaci del territorio, per concordare un documento da inviare al Ministero e all'Ufficio regionale scolastico.

I tagli stanno riguardando tutta la Toscana- dice Lorenzetti- «ma la nostra Provincia è, come troppo spesso accade, la più penalizzata”. E lo dimostrano i numeri: a Firenze, ad esempio, con un calo di iscritti pari a 1.288 studenti, sono stati tagliati 35 docenti. A Massa-Carrara il calo di iscritti è pari a 483 studenti e i tagli, come detto, arrivano a 34 insegnanti. «Abbiamo 483 iscritti in meno- spiega Lorenzetti- di cui 123 nelle scuole dell'infanzia, 195 nelle primarie e 184 nelle medie, ma 19 in più negli istituti superiori; tre province toscane hanno avuto invece un aumento degli organici: a Prato arriveranno 68 docenti in più (con solo 382 studenti in più), a Pisa 21 e a Livorno 12. Non riesco a capire le proporzioni. Ma riteniamo sia una proposta irricevibile». I tagli agli organici, in tutta la Regione arrivano a 118 posti, di cui 95 nelle due province di Lucca e Massa-Carrara, che insieme pagano praticamente l'intero scotto dell'operazione. Il taglio di 34 docenti, secondo i calcoli dei sindacati, costerà dalle 10 alle 20 classi in meno. Secondo altre stime anche 30 classi. I posti docenti passeranno da 2139 a 2105.

«Non c’è alcuna giustificazione neppure banalmente statistica di queste scelte – ha detto durante l'incontro Carlo Romanelli della Uil Scuola – scelte che appaiono molto più dipendenti dal peso politico dei diversi territori».

«Chiediamo – aggiunge Lucia Natali della Cisl- ai nostri sindaci e al presidente della Provincia, che a breve si dovranno occupare di come stipare le nuove classi pollaio nelle aule già fortemente inadeguate del territorio, di far sentire alta e forte la loro voce». Durante la riunione è stato ricordato da più parti che il taglio degli organici arriva, come una doccia fredda, nonostante le dichiarazioni della ministra Azzolina che, non più di un mese fa, aveva espresso la volontà che gli organici delle scuole rimanessero invariati, sostenendo “una scelta di campo" che mettesse "al centro i nostri ragazzi e i loro diritti’. Ma poi i tagli sono arrivati lo stesso: «La prospettiva che hanno davanti molti dei nostri ragazzi per il prossimo anno scolastico – spiega il presidente Lorenzetti – è di essere distribuiti in classi nuove, con nuovi insegnanti e ritmi di studio diversi. A farne le spese sono i nostri ragazzi che hanno già pagato a caro prezzo questa emergenza sanitaria, in termini di privazione di relazioni sociali e di mancanza di scuola».

Nelle prossime ore la Provincia stilerà un documento da inviare con urgenza all'attenzione del ministero dell'Istruzione e dell'Ufficio regionale scolastico, con la richiesta di rivedere le posizioni sui tagli e di riconfermare, invece, l'organico dell'anno precedente per “un diritto inalienalbile, sancito dalla Costituzione italiana”. Quello allo studio. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web