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Donazione dei migranti del Cas alla Protezione civile

luca barbieri
Donazione dei migranti del Cas alla Protezione civile

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Hanno visto in televisione l'apertura delle donazioni alla Protezione Civile e, con l'aiuto dei mediatori culturali, non ci hanno pensato un minuto di più e hanno voluto dare il loro contributo a quel paese che hanno eletto come casa.

Parliamo dei 13 migrati nigeriani ospiti del Cas (Centro d'accoglienza straordinario) gestito dall'associazione Dea di Avenza. I ragazzi con una colletta hanno spontaneamente voluto dare una mano a chi da mesi sta fronteggiando l'emergenza Covid-19 in prima linea. Dopo aver raccolto la somma tra loro hanno effettuato il bonifico alla Protezione Civile nazionale. «Hanno davvero fatto tutto in maniera spontanea per il paese che li ha accolti in questi anni – spiega la responsabile dell'associazione, Debora D'Orsi – hanno visto in televisione della possibilità delle donazioni, si sono fatti così aiutare dalla mediatrice culturale e hanno raccolto tra di loro una somma da donare a chi sta fronteggiando l'emergenza sanitaria. È un gesto simbolico importante, anche per dire: “Sì, noi ci siamo”. E credo possa essere letto anche in chiave d'integrazione in un paese dove vorrebbero rimanere, lavorare».

E il nodo lavoro anche per loro, a causa della pandemia, è diventato sempre ancora più intricato da sciogliere. «Mediatori e assistenti seguono il gruppo del nostro Cas che è uno dei sei presenti nel territorio comunale di Carrara – continua la responsabile del Centro di accoglienza straordinario – in questo periodo solitamente però alcuni trovavano un impiego. Tuttavia l'emergenza sanitaria e gli effetti sull'economia hanno reso ancora più difficile questo aspetto; per questo ricordo che sono disponibili per tirocini che verrebbero peraltro rimborsati dalla Regione Toscana», conclude. —

luca barbieri

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