Toscana
Al Conad sul “fronte” «All’inizio molti timori, un’esperienza forte»
villafranca
La pandemia globale non ha cambiato solo la routine giornaliera di ognuno di noi, ma ha anche imposto un cambiamento dei comportamenti dei lavoratori, introducendo nuovi protocolli di sicurezza per fare sì che il contagio venisse contenuto, consentendo la prosecuzione di quei settori economici fondamentali per sostenere la popolazione durante il lunghissimo lockdown. E se in prima linea per contrastare il Covid-19 hanno profuso un grandissimo impegno i medici e gli infermieri, sopraffatti fisicamente ed umanamente dall’ondata del contagio, ci sono state anche altre categorie che non hanno potuto abbandonare il fronte.
Tra questi ci sono anche le operatrici di cassa dei supermercati, le quali, anche durante il picco massimo dell’epidemia, hanno continuato a lavorare a stretto contatto con il pubblico, condividendo con i propri clienti la paura del contagio e la speranza che questa emergenza sanitaria possa terminare il più presto. La testimonianza di Celeste Giglio, dipendente del supermercato Conad di Villafranca, ci offre uno spaccato su quanto vissuto da lei e dalle sue colleghe. «Le prima settimane sono state difficili, cercavo di gestire al meglio il lavoro ma la paura c’era. Piano piano è passata e ho imparato a convivere con questa situazione. Abbiamo una grande responsabilità, ma cerchiamo tutti di dare il massimo».
Gli operatori all’interno del supermarket hanno potuto lavorare in sicurezza grazie al supporto dell’azienda che ha fornito loro guanti, mascherine e visiere. «In un primo momento i clienti erano spiazzati poi si sono adattati e hanno rispettato le regole tolta una piccolissima parte di clientela che ha preso la situazione con un po' di leggerezza», racconta Celeste, spiegando poi come la più grande paura delle prime settimane dell’emergenza, quella che venissero a mancare le derrate alimentari, non si è mai realizzata. «Il negozio è sempre stato rifornito regolarmente. Le prime settimane i clienti, presi dal panico, hanno fatto delle grandi scorte di farina, lievito, igienizzanti, guanti e alcool quindi la merce ci metteva più tempo ad arrivare, ma lentamente la situazione si è ristabilita». Il Covid-19 per alcuni storici segnerà un evento periodizzante all’interno della storia contemporanea, scandendo il cambiamento che può generare nelle persone, nel loro approccio alla loro vita, inducendo nuove sensibilità: «È un’esperienza che non dimenticherò mai e che mai avrei pensato di vivere. Apprezzerò molto di più la libertà, le piccole cose che prima davamo tutti per scontate e ho capito chi e cosa è veramente importante per me. Dobbiamo imparare tutti ad essere più responsabili e solidali», conclude Celeste Giglio. —
cristiano borghini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
