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il ponte crollato 

Cna e Confindustria «Le ditte soffrono, servono subito le due rampe»

luca signorini
Cna e Confindustria «Le ditte soffrono, servono subito le due rampe»

Le associazioni di categoria incalzano: «I due anni ipotizzati per la ricostruzione non sono economicamente sostenibili»

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albiano magra

Enrico Rossi quasi commissario alla ricostruzione (c’è l’ok delle commissioni parlamentari, manca il decreto di nomina del ministro Paola De Micheli), ma c’è un territorio che conta giorni e ore, stufo dell’attesa dopo oltre un mese dal crollo del ponte di Albiano Magra (venuto giù mercoledì 8 aprile).

Oggi a dire «fate presto» sono Cna Massa-Carrara e Confindustria Spezia. Entrambe le associazioni di categoria rilanciano le proposte delle rampe di ingresso e uscita all’autostrada e della ricostruzione del ponte definitivo, niente soluzioni provvisorie. Evidenziando la situazione di criticità di molte imprese della zona. «È inconcepibile che dopo oltre un mese dal crollo del ponte, con le conseguenti gravi ripercussioni in termini di mobilità per tutti i cittadini e di ulteriore aggravio economico per le imprese del comprensorio lunigianese e spezzino, che non si sia messo ancora concretamente mano alla ricostruzione, ma ancor peggio non si sia messo mano allo sgombero e alla messa in sicurezza dell’alveo del Magra, che non si sia messo mano ad una soluzione alternativa alla viabilità», afferma per esempio Paolo Bedini, presidente Cna Massa-Carrara. Che prosegue: «Per la nostra associazione non ci sono dubbi: la ricostruzione del ponte di Albiano Magra deve essere fatta, senza se e senza ma, con priorità assoluta, considerando anche il fatto che in Lunigiana sono emerse criticità strutturali e annessi rischi di crollo su altri due ponti e si spera che non emergano altre sorprese. Ben venga la soluzione delle rampe sulla A15, ma anche in questo caso non occorre perdere tempo e senza precludere l’avvio dei lavori della ricostruzione del ponte di Albiano». Bedini tra l’altro chiede di coinvolgere le aziende locali nella ricostruzione, «occorre dare l'opportunità alle imprese locali, che aggregandosi possono dimostrare capacità professionali e potenzialità non seconde ad altri».

Poi c’è Confindustria Spezia, che rilancia due soluzioni per la viabilità alternativa: «La prima prevede nel tratto autostradale dell’A15 tra Albiano Magra e Santo Stefano Magra la realizzazione di due rampe temporanee di accesso alle corsie, una lato Albiano e l’altra lato S. Stefano di Magra; la seconda prevede la realizzazione di due rampe temporanee di accesso alle corsie nord e sud del tratto autostradale A12 nella località Lagoscuro-Ceparana». Aggiunge il presidente degli industriali spezzini, Mario Gerini: «Entrambe le proposte rappresentano un contributo, ci siamo fatti parte attiva in quanto ritengo che un’associazione non debba limitarsi ad evidenziare le difficoltà ma debba avere anche capacità propositiva e progettuale. Fondamentale, a nostro parere, è il fattore tempo». Confindustria sottolinea come in queste settimane abbia seguito con attenzione l’evolversi della situazione mantenendo costanti contatti con le autorità. «Lo scorso 5 maggio è stato nuovamente chiesto al ministro delle Infrastrutture di accelerare il processo decisionale evidenziando che le aziende hanno la necessità di essere puntualmente informate per poter programmare le loro attività o di valutare l’eventuale ricollocazione dei loro impianti, in quanto ritengono economicamente non sostenibili i tempi di due anni ipotizzati per tornare alla normalità». —

luca signorini

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