Il Tirreno

in procura a la spezia 

«Contributi non versati per 255mila euro» indagato Franzoni

T.I.
«Contributi non versati per 255mila euro» indagato Franzoni

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carrara

È l’ideatore della marcia su Roma, «per difendere i lavoratori e mandare a casa i politici», che avrebbe dovuto tenersi da-vanti a Montecitorio lo scorso primo maggio. Però, secondo la Procura, anziché tutelare i suoi dipendenti, tra il 2015 e 2018 non ha versato contributi per 255 mila euro. Nicola Franzoni, 50 anni, imprenditore che in passato ha gestito locali nello Spezzino e a Massa-Carrara, torna a far parlare di sé. Questa volta non finisce nel mirino delle Iene, che nelle ultime settimane si sono occupate più volte delle sue iniziative politiche, ma del sostituto procuratore Rossella Soffio che gli ha fatto notificare un avviso di conclusione delle indagine preliminari, atto giudiziario che, di solito, prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Nel documento sono indicati anche i nomi di due amministratori di società aperte in passato dall’imprenditore di origini lericine. Soltanto a Franzoni, però, è contestato «l’omesso versamento di contributi per un importo complessivo di 255 mila euro». Gli investigatori della Guardia di finanza hanno ricostruito la vicenda partita da un accertamento dell’ispettorato del lavoro. Al centro dell’inchiesta c’è la società Caffè Giardino srl, finita in liquidazione, ma che in passato gestiva alcuni bar alla Spezia e Carrara. Tra il 2015 e il 2018 Franzoni risultava essere «il legale rappresentate della società». L’ipotesi del pm Soffio è netta: «Franzoni, in qualità di datore di lavoro e al fine di non versare in tutto o in parte contributi e premi previsti dalle leggi sulla previdenza, ometteva una o più registrazioni». Procura e Finanza sono arrivati a calcolare una cifra così elevata, 255 mila euro, dopo un’analisi dell’organizzazione del lavoro all’interno delle attività. Contattato dal Secolo XIX, Franzoni (difeso dall’avvocato Iacopo Memo) ha spiegato che «la contestazione è il risultato di un accertamento bislacco dell’ispettorato. Hanno raccolto le testimonianze di tre miei ex dipendenti – puntualizza il cinquantenne – che lamentavano il mancato versamento di alcuni contributi. Poi, hanno esteso il ragionamento anche al resto dei lavoratori, che però si era rifiutato di essere preso a verbale. Mi difenderò, non ci sono problemi. Una cosa però la voglio dire: mi sento perseguitato, a molti non sta bene il fatto che io abbia idee di estrema destra. In più non escludo che i dipendenti che mi hanno denunciato all’ispettorato siano gli stessi che mi hanno accusato, davanti ai microfoni delle Iene, di averli pagati in parte in nero: la trasmissione di Mediaset mi aveva intervistato in qualità di organizzatore della marcia su Roma del primo maggio». —

T.I.

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di Redazione web