La protesta
Precipita dal monte Cavallo e muore
L’uomo, un 55enne di Montelupo Fiorentino, è stato trasportato d’urgenza a Cisanello, ma non c’è stato nulla da fare
MASSA
Scivola un piede, slitta. Forse sulla marmettola, su uno degli infiniti ciotoli di quel sentiero stretto stretto. E lui, Filippo Bitossi, 55 anni, perde l’equilibrio, non riesce a reggersi sulle gambe, precipita lungo il versante massese, verso mare. Un volo di 50 metri dal monte Cavallo, nel vuoto, per fermarsi lungo la parete rocciosa.
Un colpo fortissimo che segna tutto il corpo. Un grave trauma cranico, gambe e braccia pesantemente ferite, ma quando arriva l’elicottero, Filippo, fiorentino di nascita e residente a Montelupo, respira ancora. È attaccato alla vita con un filo, ma i medici sperano che possa farcela. Decidono di trasferirlo d’urgenza all’ospedale di Cisanello. Ma poco dopo l’arrivo a Pisa, il corpo dell’uomo si arrende. Non ce la fa a reagire alle ferite e al gravissimo trauma cranico. La caduta è stata troppo violenta. E il Cavallo non “perdona”. Ancor meno quella cresta stretta che l’escursionista stava percorrendo con due amici.
Partono insieme, i tre, ieri mattina, da Cardeto, sul versante versiliese e risagono il Cavallo fin sulla cresta. Un sentiero largo poco più di due palmi, tutto marmettola e ciotoli, una cresta stretta stretta che segna il confine tra la Garfagnana e la provincia di Massa Carrara. Tutta gobbe e saliscendi. I tre sono proprio all’altezza della seconda gobba quando qualcosa va storto e Filippo precipita: cade lato mare, sul versante massese. Un volo di 50 metri.
A dare l’allarme sono gli altri escursionisti: sono esperti e forniscono anche le coordinate. Dal Cinquale si alza Pegaso: a bordo dell’elicottero ci sono medico e infermiere del 118 e tecnico del soccorso alpino. Con il verricello i sanitari raggiungono l’uomo, lungo il pendio , per trasportarlo a Pisa. La squadra massese del Soccorso alpino e speleologico aiuta gli altri due escursionisti rimasti, terrorizzati, sulla cresta. Gli uomini del Sast li raggiungono e li fanno scendere a doppia corda, lungo il Canal Tambrone. Sono interventi complessi e non soltanto perchè il Cavallo è impervio, ma perché a complicare tutto c’è il Covid 19 che impone rigidi protocolli e utilizzo di tutti i dispositivi (leggi articolo sotto). Pegaso decolla e Filippo respira ancora: è evidente che e sue condizioni siano disperate, ma i sanitari ci sperano. A Cisanello l’escursionista arriva vivo, ma poco dopo il suo cuore si fa silenzioso. Un’altra vittima sulle Alpi Apuane. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
