Il Tirreno

Una speranza in più Parte anche al Noa l’uso del plasma sui pazienti Covid-19

Una speranza in più Parte anche al Noa l’uso del plasma sui pazienti Covid-19

A differenza di altre realtà sarà utilizzato anche su chi non è ancora in rianimazione. Terapie fino a dicembre

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Che l’importante progetto sull’uso del plasma immune su pazienti Covid fosse pronto a partire al Noa Il Tirreno lo aveva scritto prima di tutti. Oggi è un piacere scrivere che è ufficiale: lo "Studio in aperto sulla somministrazione di plasma di paziente convalescente da Covid-19 a paziente con polmonite Covid-19 ospedalizzato, non in terapia intensiva", così si chiama lo studio partito nell'ospedale Apuane e definito con protocollo dall'Azienda Usl Toscana nord ovest.

Di cosa si tratta? Lo spiega Mirko Lombardi, il coordinatore organizzativo del comitato, istituito su nomina del direttore sanitario dell'ospedale Apuane, Giuliano Biselli.

«Nel contesto dell'organizzazione interna dell'ospedale Apuane, è stato istituito un comitato tecnico-scientifico Covid-19 - precisa Lombardi - allo scopo di coordinare le linee di terapie che andavano rapidamente definendosi durante l'epidemia in corso sia nel territorio che in ambito ospedaliero; nel comitato, fondamentale è il contributo della coordinatrice scientifica, la dottoressa Antonella Vincenti, responsabile della malattie infettive dell'ospedale».

«Questo comitato - aggiunge Lombardi - ha istituito dei gruppi di lavoro su varie tematiche clinico-terapeutiche. Uno di questi gruppi ha avuto il compito di studiare gli aspetti clinici e le esperienze riportate in letteratura sulla trasfusione di plasma immunizzato in pazienti con polmonite da covid 19 (assolutamente minime data la novità della malattia) ed in corso di discussione è nata la proposta, mutuata da quanto sta per partire negli Stati Uniti, di definire e proporre al comitato etico della nostra azienda uno studio sull'argomento. In particolare, a differenza della maggior parte degli studi proposti o in partenza in altri ospedali italiani che prevedono la somministrazione a pazienti già intubati e in rianimazione, questo studio prevede la somministrazione ai pazienti con polmonite covid-19 ospedalizzati, ma non in rianimazione. Il plasma da infondere ai pazienti in fase acuta di malattia sarà prelevato con donazione volontaria dai pazienti guariti al covid e che quindi hanno nel loro plasma gli anticorpi contro il virus, per poter così verificare la possibilità di un eventuale miglioramento clinico tale da evitare il ricovero in rianimazione. L'obiettivo che vorremmo raggiungere è quello di prevenire il peggioramento ed avviarli quanto prima a guarigione».

Il gruppo e è formato da soli professionisti sanitari dell'ospedale Apuane: la già citata Antonella Vincenti, direttore dell'unità semplice di Malattie Infettive (investigatore principale); Anna Baldi, direttore Uoc Centro Trafusionale; Stefania Lombardi, direttore Ssd Medicina di Laboratorio e Biologia Molecolare ; Aldo Casani, direttore Uoc Nefrologia ed Emodialisi; Mirko Lombardi, direttore Uoc Chirurgia Generale (coordinatore). Lo studio durerà da maggio a dicembre 2020 e si propone di includere 50 pazienti. —



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