Italia
«In casa con i bambini e le videochiamate con papà»
carrara
Ci sono persone che la costrizione domiciliare anti contagio la vivono peggio di altri. E non perchè sono costrette a stare in casa. Ci sono persone che hanno un caro lontano da casa, magari che lavora fuori dall'Italia e con questa brutta situazione non può proprio rientrare in famiglia. E allora le ore passano con più pesantezza, con amarezza volendo, perchè la persona amata non è vicina per consolarti nei momenti più bui, per aiutarti con i figli, o anche solo semplicemente per andare a fare la spesa. Proprio come per Chiara Pallatroni e i suoi due bambini, Giuseppe di sei anni e Mina di sette. Ma Chiara è una potenza e nonostante il marito Raffaele Gentile lavori a Malta e non possa tornare a casa, è sempre sorridente e non perde occasione di inventarsi qualcosa per far trascorrere serenamente le giornate ai propri figli. Il tutto nella speranza di riabbracciare preso Raffaele e andare tutti a farsi una bella passeggiata. Ci facciamo raccontare da Chiara come si è organizzata per questi tra virgolette domiciliari:«la mattina mi alzo abbastanza presto - spiega - ma i bambini li lascio dormire fino almeno alle nove, nove e mezza. Dopo colazione ci prepariamo e ci organizziamo per la giornata. Mina e Giuseppe fanno i compiti ed io metto a posto la casa. Quando è l'ora di pranzo si mangia e dopo spazio ai giochi e alla fantasia. A volte facciamo i biscotti, la pasta fatta a mano, dolci, insomma, li coinvolgo in cucina. Nel pomeriggio poi ci sono le video telefonate di rito con i compagni di scuola, una parte essenziale della giornata». E poi c'è il nonno Giancarlo, che vive con loro: «i bambini lo adorano e giocano con lui. Cerchiamo di limitare le uscite all'essenziale, viviamo ad Avenza in una zona centrale e andiamo alle piccole botteghe». —
a.p.
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