Gioco
Lorenzetti a Conte: ma ora servono risorse
Montignoso
Una lettera piena di coraggio e dignità, una pagina e mezzo scritta con il cuore in mano, perché così impone il ruolo di sindaco, anche se di un piccolo Comune come quello di Montignoso. Gianni Lorenzetti, che pochi giorni fa ha ricevuto le chiavi degli esercizi commerciali dei suoi concittadini, che a lui hanno simbolicamente affidato il destino dei loro locali e quindi del loro lavoro, ha scritto una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, per chiedergli aiuto e ricordargli quella promessa fatta durante tutte le sue conferenze da Roma: “Nessuno sarà lasciato indietro”. «Sono il primo cittadino di un piccolo Comune toscano, ma grande per bellezza, per la sua storia passata e per l’operosità della sua gente– spiega Lorenzetti al presidente Conte– Montignoso è un Comune, medaglia d’oro al merito civile, per le vittime e le sofferenze patite durante gli otto mesi di fronte sulla linea Gotica; una terra che ha dato i natali a Giovan Battista Giorgini, uno dei più grandi esponenti del Risorgimento italiano, Carlo Sforza Diplomatico, senatore e ministro degli Esteri e Franco Gabrielli, attuale capo della Polizia. Un popolo– continua– con radici profonde, abituato a soffrire e affrontare i problemi, con grande sacrificio. In questo momento così difficile però– scrive sempre Lorenzetti– non possiamo soltanto affidarci alla capacità resiliente delle nostre comunità. Questa volta rischiamo di non farcela, se lei non ci porge una mano. Le scrivo per chiederle un aiuto, ma non per il Comune, bensì per i commercianti di Montignoso, ristoratori, baristi e artigiani che, come avvenuto in tutta Italia, hanno consegnato le chiavi dei loro locali con le lacrime agli occhi e orgoglio ferito». Una di queste chiavi, Lorenzetti aveva detto l’avrebbe spedita a Conte e così ha fatto, accompagnandola con la lettera. «Sono persone– continua il sindaco– non abituate a chiedere aiuto, forse a lamentarsi sì, ma certamente a lavorare duramente per le loro famiglie e i loro dipendenti. Comprendiamo che non sipossa aprire tutto e subito e per questo i nostri commercianti terranno chiusi i loro esercizi per il tempo che serve. Lei però ha promesso di non lasciare indietro nessuno ed è arrivato il momento di dimostrarlo. Dia ai commercianti le risorse per vivere finché non potranno riaprire le loro attività, perché sarà inutile aver vinto la battaglia contro il coronavirus se poi perderanno la guerra».
M. D. A.
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